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Perché sono vegetariana? Domande e curiosità

“Sono una vegetariana che preferisce mangiare vegano”, descriverei così la mia alimentazione. Non mi è mai piaciuto dire “sono vegetariana” identificandomi in quello che mangio (di questo ne avevo parlato già nelle mie Confessioni di una vegetariana timida), ma da quando ho letto che il filosofo tedesco Ludwig Feuerbache già nel 1800 sosteneva che “Noi siamo quello che mangiamo” e che a concordare con questo concetto era anche Ippocrate, dare una definizione alle mie scelte alimentari non mi disturba così tanto.

Perché sono vegetariana?

È iniziato tutto così: un giorno dopo tanti tentativi a vuoto e parecchi “sei solo molto sensibile” pronunciati da medici disattenti, un medico mi ha comunicato che i miei svariati e apparenentemente sconnessi sintomi di cui soffrivo dall’età di circa 12 anni, combaciavano con la Malattia da reflusso gastroesofageo (su Google trovate più info). Da lì arrivai da un altro medico, il cui approccio non era “adesso vivrai con le bustine di Gaviscon in borsa per tutta la vita”, ma cercare di fare molto di più che buttare acqua sul fuoco. Una di queste cose era ripulire il corpo, quasi resettarlo, a partire dal non mangiare una serie di cibi per un certo periodo, fra cui carne – in tutte le sue forme e varianti – e derivati animali. La mia reazione fu molto matura: mi misi a piangere chiedendomi cosa avrei mangiato da quel giorno. Non riuscivo ad immaginare cosa significasse mangiare senza magiare quelle cose, come se la mia mente ignorasse il fatto che non mi nutrivo di certo ad ogni pasto di carne. A questo si aggiungeva l’astensione da zuccheri, prodotti raffinati e l’introduzione di cibi per me strani come farro e kamut. Alla fine dei tre mesi di detox – ai quali erano sopravvissuta con rari sgarri – stavo bene, i sintomi di cui avevo sofferto per oltre 10 anni erano praticamente scomparsi, mi sentivo piena di energie e la mente più lucida. Potevo tornare a mangiare come prima, ma decisi che quella era un’opportunità per andare oltre.

È proseguita così: Ho sempre avuto una certa sensibilità alla vista della carne e del pesce crudi, ogni volta che passavo davanti ad una macelleria o al mercato ittico mi tappavo gli occhi e procedevo spedita. Vivevo una piccola ipocrisia, almeno questo era per me, riuscivo a mangiare carne e pesce (non tutti, solo alcuni tipi, nessun pesce che avesse chiaramente le sembianze di questo e nessuna carne tipo agnello, coniglio…) ma non volevo vederli prima della cottura, come se non identificare come animale il polpo lo rendesse commestibile. All’inizio degli anni Novanta scoprì che la mia babysitter era vegetariana e pensai che era una cosa bellissima. Quando a metà dei miei vent’anni mi resi conto che non mangiare carne mi aveva fatta stare finalmente bene e che potevo trovare una coerenza fra le mie emozioni e quello che mangiavo, inizia a considerare l’idea di eliminare del tutto e per sempre ogni tipo di carne dalla mia alimentazione. Non avevo l’obiettivo di definirmi “vegetariana” volevo continuare a stare bene e sentirmi bene in ogni senso, anche quello etico. Fu tutto graduale ma abbastanza rapido. Più o meno nel 2015 (non ho preso nota, non è una cosa che ho programmato) smisi completamente di mangiare ogni tipo di carne e derivato, senza più nessuna eccezione.

La questione ambientale

Quando ho scelto di seguire un’alimentazione vegetariana io non si parlava di cambiamento climatico come oggi. Oggi migliaia di persone stanno decidendo di ridurre significativamente o ancor meglio sospendere il consumo di carne per non nuocere al pianeta in cui viviamo e di cui l’industria della carne è fra i pricinipali responsabili. A questo si aggiungono le comunicazioni ufficiali riguardo il comprovato effetto negativo della carne sulla salute, che rende la scelta ancora più semplice, anche per chi vuole intenderla come un’azione unicamente verso se stesso (e il Pianeta di chi è?). Io quando ho compiuto la mia scelta iniziale l’ho fatto in termini etici per risparmiare vite animali che non avevo bisogno di sacrificare stando benissimo anche senza e appunto per motivi di salute, poi a scelta già compiuta lessi, vidi documentari e ascoltai parecchie cose a proposito del consumo di carne legato all’mabiente, scoprendo che la produzione di carne ha anche devastanti effetti in termini ambientali e che quindi il mio stile alimentare stava facendo bene anche all’ambiente. Il mio essere vegetariana e consumare ridotti prodotti di origine animale non mi esonera però dall’obbligo e dal dovere di compiere sempre nuove scelte etiche e modificare le mie abiutudini affinche siano sempre più rispettose degli animali, dell’uomo e dell’ambiente. Niente di quello che facciamo è mai abbastanza, tutto conta.

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Il ruolo della famiglia

Sebbene la mia scelta ed il mio percorso siano stati individuali, mi ritengo fortunata nell’avere una famiglia che, per le sue ragioni e con i suoi tempi, ha deciso di interrompere il consumo di carne vari anni fa ormai. La mia famiglia è pescetariana, consumano come unico tipo di carne il pesce e in quantità moderate, nessuno beve latte di origine animale e questo mi ha permesso di ritrovarmi circondata da persone che erano già consapelvi, già informate, non solo eticamente allineate a me, ma anche pronte dal punto di vista della cultura alimentare e dell’informazione sul tema. Non ci siamo mai seduti a tavola a discutere le nostre scelte alimentari, semplicemente è successo, di fare scelte simili, forse proprio in quegli anni mi sono resa conto di quanto alcune persone siano connesse da valori e principi che le accomunano. Noi ci siamo ritrovati allineati senza volerlo e senza programmarlo e questo mi ha permesso di non essere messa alla gogna con domande fastidiose, di non essere considerata strana o un problema. Ho visto accadere lo stesso anche in famiglie di persone che hanno fatto questa scelta alimentare, pur avendo famiglie onnivore, che hanno rispettato le loro scelte, pur non volendole replicare. Io stessa per il primo anno di convivenza con il mio attuale fidanzato mi trovavo a cucinare qualche volta cose diffrenti per me perché lui era onnivoro. Poi improvvisamente un giorno, dopo aver letto di sua iniziativa il libro The China Study, il mio fidanzato ha deciso di mangiare vegano ed è stato naturalmente tutto più semplice, fu lì che iniziati a lui a ridurre ulteriormente il consumo di derivati del latte. Non so quanto diverso sarebbe stato se la mia famiglia fosse stata onnivora, non ce li vedo a farmi battutine o pormi domande tendenziose, perché in fin dei conti non lo hanno mai fatto neanche a proposito del pesce, che io non mangio a differenza loro o sul altri temi, ma sono certa che a prescindere non sarei andata contro i miei principi e la mia salute per tirarmi fuori da una situazione che in fin dei conti potrebbe esistere in altri contesti. Potremmo avere differenti idee politiche, religiose e sui temi più disparati e in nessun modo permetterei a questo di interferire con le mie scelte o idee. Sono una vegetariana che preferisce mangiare vegano

Citando Venditti “la matematica non sarà mai il mio mestiere”, ma posso dire che almeno il 90% della mia aliementazione è vegana. È il tipo di cucina che prediligo e che cuciniamo a casa, non acquistiamo latte, uova e burro e gli unici formaggi che io uso sono il parmigiano e la ricotta salata spolverati un paio di volte al mese sulla pasta. Non mi definisco vegana perché non lo sono, non amo appropriarmi di etichette che non mi appartengono, tanto più quando con una parola si definisce una mentalità che va spesso oltre l’alimentazione e a cui cerco di affiancarmi sempre un po’ di più, con grande stima.

F.A.Q.

Su Instagram periodicamente pubblico un box domande a proposito dell’essere vegetariani. Qui raccolgo le domande più frequenti e le mie risposte. NB: non sono un medico, pertanto ho evitato di rispondere a domande specifiche sull’alimentazione e per quel poco che accenno, sulla base di quanto mi è stato spiegato da medici e nutrizionisti, vi invito comunque ad approfondire con dei professionisti preparati sul tema, per capire meglio.

  • Ho paura che sia difficile cambiare alimentazione, tu come hai fatto? Ad un certo punto non mi è sembrato di stare compiendo una vera scelta, avevo sentito e letto abbastanza per capire cosa comportasse mangiare carne e derivati (per ambiente, animali e soprattutto salute), quindi come potevo mangiarne ancora? Inoltre cambiare modo di mangiare per me ha rappresentato prendermi cura del mio corpo, trattarlo meglio e questo ha avuto un certo impatto anche nel rapporto con me stessa. Ho iniziato a volermi bene in un modo diverso. Bho magari è un click che scatta, come in chi smette di fumare. Non riuscivo a riconsiderare un sacrificio non mangiare qualcosa che va in putrefazione dentro il corpo e che si impiega anni a smaltire, che è fatto di farmaci e antibiotici, che nella sua vita si è ammalato, ha sofferto o che ha nuotato in un mare inquinato da rifuti. Non mi sembrava neanche una scelta. Una volta vista la carne per quella che è (la carcassa di quello che era un essere vivente, una cosa morta) non è sttao difficile non vederne l’assenza come una mancanza. Se iniziassi oggi il mio percorso sarebbe sicuramente più rapido, dato che quello che sappiamo attualmente è ancor più chiaro e allarmante di quanto si dicesse anni fa. Se volete sapere qualcosa di più riguardo il cambiamento climatico vi consiglio di guaradre il documentario su Netflix Punto di non ritorno – Before the Flood con Leonardo di Caprio, in cui l’attore incontra scienziati, attivisti e leader mondiali per discutere i pericoli del cambiamento climatico e le possibili soluzioni. Magari questo può essere un incentivo.
  • Senti mai la mancanza della carne e simili? A me piace troppo mangiare e non vorrei che diventasse una privazione costante. No, non sento la mancanza della carne nè degli alti tipi di carne, l’ho sentita per il primo periodo perché la mangiavo da vent’anni almeno. La mia non è una vita di privazioni, per me è una scelta quello che mangoo, mi piace, amo mangiare, scoprire nuovi ristoranti, provare nuovi piatti. Nella mia vita il cibo ricopre un posto importante e la scelta di un’aliemntazione che ancora oggi è meno convenzionale ma sempre più diffusa, è volta a vivere meglio non peggio, fatta per me prima di tutto. Sfatiamo il mito che chi è vegetariano o vegano non ami mangiare. Mangio meglio adesso rispetto a prima, parlando di gusto oltre che di qualità di cibo, per non parlare della varietà. Mangiare vegetariano mi ha resa più curiosa e creativa in cucina.

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  • Come fai quando esci a pranzo/cena fuori? Trovare un menù che comprenda piatti senza alcun tipo di prodotto animale non è difficile, in termini di marketing è furbo offrire piatti che rispondano ai gusti o esigenze di tutti, per questo ormai sempre più ristoranti offrono delle varianti specifiche, ma anche se non sono etichettate come “vegetariane” alcune lo sono (risotti, pasta o pizza in moltissime varianti non prevedono ingredienti animali). Di solito cerco su Google Maps ristoranti vegetariani o vegani nella zona in cui mi trovo o andrò. Generalmente mi piace trovare online o su Instagram bei locali che salvo in una lista da consultare quando esco, questo metodo mi ha fatto scoprire posti molto belli in cui magari non saprei mai andata. Se esco con degli amici non andiamo in un ristorante che è specializzato in pesce o carne argentina, non me lo proporrebbero mai, quindi non mi sono mai trovata in difficoltà. Qualche volta basta un po’ di iniziativa e chiedere al cameriere “è possibile avere questo, senza salsiccia?” per esempio, per far diventare vegetariano un piatto che non lo è o chiedere un banale risotto ai funghi. Le hamburgerie ormai hanno almeno un paio di varianti veg (non parlo del Mc Donald’s, ma di veri burger). Esistono inoltre molti ristoranti vegetariani o vegani e sono spesso molto accattivanti e curati, tanto da avere un pubblico anche di onnivori, perché se il cibo è buono o uno chef bravo, non importa se c’è proprio la carne.
  • Hanno sempre detto che la carne è ricca di proteine, che non mangiarla fa male e rende deboli, da qualche anno sento e leggo cose completamente diverse, perchè? Se avete questo tipo di dubbi (e non ve ne faccio una colpa, perché sono molte le persone chi li hanno ed è evidente che da qualche parte c’è una falla) vi consiglio di leggere, guardare e seguire sui social medici e persone che condividono informazioni al riguardo, ma anche di recarvi da un nutrizionista competente. Anche la medicina si aggiorna e non c’è mai un momento in cui sappiamo tutto. Ad ogni modo, per dare una prima risposta alla domanda, questi sono alcuni esempi di proteine vegetali: lenticchie, fagioli, soia, patate rosse, spinaci, ceci… e non sono meno valide delle proteine animali, quanto alla forza, ti consiglio di guardare il documentario su Netflix The Game Changer, che ha sfatato il mito secondo cui la forza risiede nella carne (anzi) intervistando una serie di atleti e citandone altri di fama mondiale che sono passati ad una dieta vegana per migliorare le proprie prestazioni fisiche e la propria salute.

Libri, documentari, audiolibri

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  • All’inizio sei stata seguta da un nutrizionista? Non sono stata seguita da un nutrizionista nel senso che no avevo una dieta, non avevo qualcuno che mi monitrava e non ne ho avuto bisogno, ma mi sono rivolta ogni tanto ad un nutrizionista quando ho avuto dei dubbi, quando ho voluto capire se quello che spontenamente stavo mangiando (semplicemente capendo che dovevo includere una serie di cose essenziali al giorno nei miei pasti) andava bene e per chiedere se e quali anali al sangue fare periodicamente per controllare che stessi bene (come chiunque). I medici generici, quelli di base, di famiglia, non sono specializzati in nutrizione e capita di imbattersi e volevo avere un parare sicuro. Non pensate che iniziando a mangiare vegetariano o vegano dovrete fare i piccoli chimici analizzando i valori di quello che mangiate, sommando proteine, leggendo etichette al microscopio, usando un pentolone, calcolando vitamine e rischiando di ammalarvi perché vi manca la carne… contienuerete a mangiare normalmente e scoprirete che è molto più semplice di quanto si pensi, che le proteine  proteine sono in tantissimi cibi che mangiamo già (o che dovremmo mangiare più spesso), che il ferro non è solo nella carne (anzi) ed altro ancora. Quanto a me, a casa mia si è sempre mangiato bene anche quando si mangiava la carne, quindi sono cresicuta sapendo “cosa contiene cosa”, quindi quali cibi sono proteici, quali contengono carboidrati, dove stanno le vitamine, quali cibi devo a giro mangiare e alternare… ma natrualmente passare ad un’alimentazione vegetariana mi ha resa ancora più informata e consapevole ed oggi è davvero facilissimo trovare informazioni anche on-line. È vero però che se si nutrono questi dubbi una bella chiacchierata con un bravo nutrizionista è utile per comprendere le basi e risolvere dubbi e perplessità. Un nutrizionista non fornisce necessariamente ad un vegano o vegetariano un elenco di cosa mangiare e in quali quantità con elenchi settimanali stile dieta dimagrante (a meno che non glielo chiediate), quindi non immaginate di dover seguire una tabella o un menù a vita, ma spiega cosa contengono i vari cibi, dove trovare i vari nutrienti, pone degli esempi di cibi e piatti da alternare nei giorni, fornisce qualche indicazione di massima e insegna a capire il cibo. Una sorta di mini lezione sull’alimentazione, quella che dovrebbero fare a scuola, per intenderci. Per chi brancola nel buio o non vuole avere l’angoscia di non mangiare bene, andare da un nutruzionista anche solo una volta per fare tutte le domande del caso ed avere risposte non da Google è un investiento migliore dell’ennesimo maglione e l’ennesimo pantalone di Zara.
  • Da dove prendi ferro, proteine, vitamine, ecc? Quando leggo o sento questa domanda mi chiedo come mai le persone si pongano questo dubbio solo quando si parla di non mangiare carne, la carne non è fonte di tutto né è salutare, questo dovremmo già averlo capito, mangiare bilanciato variando la propria alimentazione per assumere il giusto apporto di calorie, vitamine, proteine ecc è una cosa che dovremmo fare tutti, non solo vegetariani e vegani. Ma per fornire delle risposte complete e basate su studi e nozioni scientifiche, rimando la mia risposta al prossimo articolo su questo tema, in cui troverete le risposte di una bravissima nutrizionista. Piccolo spoiler: non serve la carne per assumere ferro, in natura vegetale c’è ed è più che sufficiente, non servono integratori di ferro a vegetariani e vegani. O non esisterebbero onnivori con carenze di ferro (secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono 700 milioni le persone anemiche nel mondo).
  • Come ti comporti se degli amici ti invitano a casa loro? Non ho mai fatto richieste di alcun tipo, se sono miei amici sanno che sono vegetariana, nessuno mi hai invitata a cena per poi servire la carbonara o la paranza di pesce. O prevedono una cena senza carne/pesce per tutti – anche gli onnivori mangiano piatti senza carne eh – o pensano a più portate fra cui anche piatti senza carne/vegetariani, così da pensare anche a me. Se dovessi mai percepire difficoltà, proporrei di portare io una portata extra per tutti, sarebbe vegetariana, così io sarei tranquilla, chi mi invita senza stress e gli altri potrebbero assaggiarla. Ad ogni modo io stessa tengo conto dei gusti, delle allergie o delle preferenze di tutti se le conosco e se invito qualcuno a casa mia è intrinseco nel concetto di ospitare prendermi cura di chi invito, senza disquisire se i suoi sono gusti, scelte o esigenze. Se ordiniamo una pizza è semplice, scelgo quella vegetariana in menu o se non c’è aggiungo peperoni e verdure varie partendo da una rossa o una margherita. Non ho mai vissuto nessun episodio spiacevole o imbarazzante con gli amici. Forse è un’occasione in più per conoscere davvero chi abbiamo accanto.
  • E se organizzi una cena a casa tua ma i tuoi amici mangiano la carne? E devono mangiarla proprio in quell’occasione precisa, a casa mia? Dubito debbano mangiare inderogabilmente carne o pesce un certo venerdì sera, io non avrei la pretesa di fare questo e non l’ho avuta neanche quando mangiavo pesce e andavo a cena a casa di una mia amica che lo detesta. Chi non mangia carne non si nutre di strane cose aliene che ha la presunzione di propinare ai propri ospiti :) mangia cose normali che mangiano tutti quando non mangiano carne. Oltretutto è più semplice per chi mangia tutto sedersi in una tavola in cui c’è tutto tranne la carne, che per chi non mangia la carne sedersi ad una tavola in c’è solo quella, no? Io e il mio fidanzato amiamo ospitare e cucinare per i nostri amici, la cucina italiana prevede centinaia di piatti che sono di natura e per tradizione senza carne, solo che le persone non ci fanno caso perché nessuno li ha mai etichettati come “vegetariani” e allora succede che se si deve pensare a cosa mangia un vegetariano si entra nel panico, senza pensare a tutte quelle cose che normalmente mangiamo tutti e che non contengono animali. A casa mia cucino utilizzando gli ingredienti che compro abitualmente, che reputo sani e che mi piacciono, così come la mia amica Vera se mi invita a casa sua non cucina peperoni, perché non le piacciono, io invece li adoro ma di certo non pretendo di mangiarli proprio a casa sua. Gli amici sono amici perché ci tengono a te, forse per questo non mi sono mai trovata in difficoltà a mangiare a casa di nessuno e a casa mia mangiano tutti con piacere senza neanche porsi il problema se ci sarà la carne o meno. Forse a volte sono le nostre paure a metterci in difficoltà, chissà.
  • La produzione di latte non ha lo stesso impatto della carne sulle vite animali e sull’ambiente? Assolutamente sì, anche la produzione di latte e latticini incide negativamente in termini di inquinamento, anche per questo da circa 8 anni bevo solo “latte vegetale” ovvero: avena, soia o riso… Non sento la mancanza del latte, anzi già dopo una settimana dopo averlo smesso di bere mi dava fastidio l’odore. Mangio raramente formaggi, così raramente che li tollero poco. Da quando li ho sospesi anche la mia pelle è più bella, motivo in più per evitarli.
  • I sostituti delle carne (burger di soia, hot dog meatless…) fanno male? Mangiare vegetariano o vegano non vuol dire mangiare necessariamente soia e tofu (che comunque non fanno male, anzi, sono fonti proteiche) e neanche dover per forza mangiare burger, polpette, hot dog eccetera vegetariani, realizzati con legumi, verdure e qualche volta soia. Questi prodotti confezionati non sono il male, ma naturalmente essendo confezionati non andrebbero consumati ogni giorno, come non andrebbero mangiati ogni giorno prodotti confezionati a base di carne o pesce.  Come sempre “equilibrio e moderazione” sono la chiave, partendo dal presupposto che comunque non parliamo di prodotti nocivi. In una settimana mi capita di mangire su 14 pasti una volta burger di ceci comprati, per esempio, e l’altra polpette di soia (sempre accompagnati da contorni o altri piatti) per il resto c’è tanto altro e non serve necessariamente ricadere su questi prodotti. Quando mangiavo carne e pesce non è che mangiassi ogni giorno bastoncini Findus o wrustel :).
  • Perché d’un tratto la carne fa male, perché prima non era così? Non è successo d’un tratto ma parecchio tempo fa, solo che oggi per fortuna a parlare sono sempre di più e l’informazione non raggiunge solo un piubblico di nicchia che va a ricercarla ma è per tutti. Un tempo si coprivano i tetti della case con l’eternit e poi si è scoperto essere cancerogeno, un tempo si fumava in gravidanza e dentro i locali, questi esempi valgonoper molte cose che una volta si facevano e si usavano e d’un tratto si è scoperto o diffuso di no. L’uomo si evolve, la scienza si evolve, la medicina si evolve… si chiama progresso. Senza entrare nel merito di una discussione molto grande: il mercato della carne è un mercato redditizio, non è facile per la comunità scientifica metterlo in discussione facendo crollare le vendite, eppure l’OMS (Organizzazione mondiale per la sanità, istituita dalle Nazioni Unite) ha condotto la più vasta indagine svolta su una popolazione, per conoscere le relazioni tra dieta e salute ed i risultati della ricerca del’OMS sulla carne ritenuta cancerogena si possono leggere qui. Io avrei fatto questa scelta anche centinaia di anni fa, quando la carne non era contaminata, intossicata e pericolosa come oggi, ma se non avessi già fatto la scelta di eliminarla dalla mia aliementazione, la farei adesso più che mai. Se volete approfondire l’argomento, ho trovato molto interessante leggere qualche anno fa il libro The China Study, uno degli studi più vasti e completi su salute e nutrizione mai condotti le cui scoperte hanno aperto gli occhi sui pericoli di una dieta ricca di proteine animali e sui benefici per la salute di una dieta a base di alimenti vegetali. Questa che vi segnalo è l’edizione ampliata e aggiornata, che sfata un gran numero di miti e informazioni fuorvianti sul tema della salute e contiene dei contenuti extra multimediali per approfondire.

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  • Come ti comporti con giubbotti di pelle, pellicce, scarpe e borse in pelle? “Non li mangio!”, ironia a parte, potrei rispondere che sono vegetariana e questa è una scelta diversa dall’essere vegani (che tecnicamente non mangiano né acquistano alcun prodotto di origine animale, non solo limitato all’abbigliamento, sempre per quanto possibile, perché sono presenti anche nelle cose più impensabili) ma la verità è che non vedrei il problema neanche in un vegano che acquista scarpe in pelle, scindendo alimentazione e abbigliamento, le sue rinunce e le sue scelte hanno comunque valore e peso, a qualsiasi livello. Sul mio profilo si vede che indosso accessori in pelle e maglioni di lana, per cui chiedermi di spiegare il perché, trovo sia un voler indagare sul valore delle mie scelte che appunto sono mie e non il manifesto di alcuna corrente (sebbene sia coerente con quella dei vegetariani, se proprio vogliamo dirlo). Personalmente trovo che quella alimentare sia una scelta che può esistere da sola aggiungersi ad uno stile di vita più ampio. Non mangio animali da oltre sei anni, non indosso pellicce e limito lo sfruttamento animale non mangiando quasi mai derivati (mangio quasi sempre vegano). Le mie scelte non sono perfette, ma sono migliori di quelle non fatte. Nessuna scelta si sostituisce ad un’altra e niente è mai abbastanza, non è una competizione e se qualcuno fa più di me non posso che esserne felice. Nessuno vive una vita 100% etica (verso il Pianeta, verso gli animali e l’essere umano), i prodotti che usiamo, le pitture con cui dipingiamo le nostre case, i detersivi che usiamo, gli aerei su cui viaggiamo, i vestiti che indossiamo, le macchine con cui ci spostiamo… l’elenco di cose che inquinano e causano in qualche modo sfruttamento del pianeta, animale o umano sono moltissime, purtroppo. Ed io di certo non ho finito di trovare sempre più modi per migliorare le mie abitudini, la mia alimentazione ed i miei acquisti.
  • Come iniziare ad eliminare la carne quando si vive con chi non ne vuole sapere? Per chi si pone il problema di compiere una scelta alimentare diversa dai propri familiari, forse questa semplice riflessione può aiutare a dare la giusta dimensione al “problema”: in una dieta onnivora la carne non dovrebbe comunque essere presente in più di un paio di pasti a settimana, quindi le occaisoni per condividere il cibo con un vegetariano su 14 pasti principali sono la maggior parte, se il problema si pone più di frequente, il problema non è essere un vegetariano a tavola con onnivori, ma essere circondati da persone che non mangiano in modo equilibrato. Tenete però a mente che la vostra scelta e vostra soltanto, non imponetela mai a nessuno, né per praticità dei pasti, né per valide ragioni perché, citando Jonathan Safran Foer “quando si parla di carne, latticini e uova la gente si mette sulla difensiva, si sente minacciata e si infastidisce”. Cercate di parlarne in modo educato e senza pressioni, facendo comprendere che la vostra scelta è appunto vostra, ma siete disponibili a spiegarla se qualcuno è sinceramente curioso e aperto sul tema.

Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbache già nel 1800 sosteneva che “Noi siamo quello che mangiamo” e che a concordare con questo concetto era anche Ippocrate, dare una definizione alle mie scelte alimentari non mi disturba così tanto.

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