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Il peso delle cose: decluttering e riordino

Decluttering, ovvero fare spazio, ordine, alleggerire un ambiente. Solitamente è un termine collegato all’ottimizzazione di spazi, case, stanze e armadi, ma è applicabile a più contesti (anche alle amicizie, per dirne una).

Quali benefici ha il decluttering?

  • È un ordine che aspira a rendere più leggeri, non solo materialmente ma anche psicologicamente.
  • Trovare quello che serve diventa più facile.
  • Maggiore produttività.
  • Risparmio. Una volta imparato cosa è davvero utile e cosa ci fa stare bene, diventiamo anche più bravi a scegliere le nuove cose, ad essere più selettivi.

Ne hai mai sentito parlare? La persona che maggiormente ha reso nota questa parola negli ultimi è Marie Kondo, autrice del libro best seller “Il magico potere del riordino”, una vera e propria guru dell’organizzazione (con anche una serie su Netflix).

Il concetto di base è che facendo ordine intorno a noi, possiamo fare ordine nella nostra vita e che il superfluo, quello che affolla le nostre case, non solo appesantisce in senso pratico, ma anche emotivo e mentale. Una volta fatto ordine, la nostra mente sarà più sgombra, avremo più spazio per le cose importanti e riusciremo a concentrarci su quello che davvero conta,

Ho iniziato a praticare abitualmente decluttering al mio primo trasloco e ogni volta risulta più difficile perché intanto ho applicato anche un maggiore criterio nei nuovi acquisti, quindi ho sempre meno cose di cui liberarmi. Ne ho parlato nella mia newsletter di Giugno 2019, ecco un estratto qui:

Vivere a Milano mi ha insegnato il valore delle cose fondamentali, per esempio che senza le mie pentole non mi sarei mossa e piuttosto avrei fatto a meno di due paia di scarpe, ma non delle pentole e della centrifuga per l’insalata. Ne ho accumulate anche lì di cose, sia chiaro, ma al terzo anno a Milano è scattato qualcosa: ho scoperto lo stile in cui mi ritrovavo (anche se è ancora work in progress), ho iniziato a dare via vestiti, scarpe, borse che non mi rappresentavano, ho organizzato un mercatino, ho venduto un po’ di roba, ma soprattutto ne ho donata tantissima ad una casa famiglia e ad un’associazione, ho regalato abiti a donne in difficoltà (economiche o emotive) e mi sono sentita meglio. Le cose rovinate, quelle inadatte a rendere qualcuno felice, le ho usate durante il trasloco per pulire, spazzare, trasportare le cose rimaste e svuotare la casa. Quando ho messo 15 scatoloni in un furgone, strumenti musicali, un tappetino da yoga ed una poltrona a dondolo, mi sono sentita orgogliosa di me. Poi Toni mi ha detto “potevamo fare meglio” e dopo un face palm ho pensato “è vero, potevamo”.

Avevo paura di non costruire quello che per gli altri era importante, non ciò che lo era per me, che ero più felice con uno zaino leggero che mi permettesse di spostarmi, piuttosto che con macigni di roba che mi avrebbero fissata al terreno, stringendomi le caviglie. Che stavo costruendo qualcosa, eccome, aveva solo una forma diversa da quello che mi circondava e forse proprio per questo era più mio. Nostro. Che ognuno ha la sua di felicità: per qualcuno è una casa arredata in ogni dettaglio, per qualcun altro è la consapevolezza di potersi spostare facilmente, che per alcune persone le cose sono importanti, per altre sono cose e basta. Che c’è chi ha 5 servizi di piatti in una credenza che starà lì 20 anni e chi ne apprezza il gusto ma possiede 1 servizio solo, che se si rompe nel trasloco non piange nessuno. Non prendetemi per il messia dell’ordine, è tutto un work in progress.

La mia riflessione è nata da un film, di cui vi lascio una citazione:

“Quanto è pesante la vostra vita? Immaginate per un attimo di avere uno zaino sulle spalle. Cercate di sentire le cinghie sulle vostre spalle. Le sentite? Ora dovete riempirlo, con tutte le cose che avete nella vita. Cominciate da quelle piccole: gli oggetti sugli scaffali, nei cassetti, i gingilli, gli oggetti da collezione. Sentite come aumenta il peso. Poi aggiungete le cose più grandi: vestiti, elettrodomestici, lampade, biancheria, la tv. Lo zaino sarà piuttosto pesante. Ora le cose più grandi: il divano, il letto, il tavolo della cucina; infilate tutto dentro. La macchina, pigiatela bene. La casa. Che sia un monolocale o che abbia due camere da letto. Tutto dentro quello zaino. Infilate tutto bene dentro. Ora provate a camminare. È difficile vero? Questo è quello che noi facciamo quotidianamente: ci appesantiamo a tal punto da non riuscire a muoverci, e state pure certi, il movimento è vita”.[ Ryan – Tra le nuvole]

Come fare decluttering?

  • Procedi per stanze.
  • Comincia con piccoli obiettivi, se ti senti sopraffare dalla situazione fermati e ricomincia quando puoi (ma non procrastinare), deve essere un’azione positiva, non un lavoraccio di cui stancarsi in fretta.
  • Riordina e alleggerisci prima ciò è più a vista, poi focalizzati sui dettagli (un cassetto, uno sportello, delle scatole…).
  • Anche diminuendo il numero di cose che si possiedono, uno spazio può risultare caotico, utilizza accessori fatti per ottimizzare gli spazi, come i divisori per cassetti, per disporre calzini, slip, reggiseni o ciò che preferite, in modo pratico e ordinato.
  • Sii decisionista, se ti soffermi su ogni oggetto esitando su cosa farne per svariati minuti, il decluttering diventerà difficile e stressante.
  • Ok i ricordi impressi negli oggetti, ma non siamo fatti per vivere in mausolei, i sentimenti non hanno bisogno necessariamente di oggetti in cui risiedere.
  • Premiati per lo sforzo con un bicchiere di vino a fine giornata o una tisana.

Nel prossimo articolo: come liberarsi degli oggetti che non vogliamo più.


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