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City Guide: Parigi, Montmartre, il Balabus e il romantico Le Mur des Je t’Aime

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La Ville Lumiere, la patria dei macaron e delle crepes, la città dell’arte, la casa di Zola, Sartre e Baudelaire, ma anche di Amélie Poulain. Scegliere di andare a Parigi è scegliere di compiere un viaggio, che non è solo fisico ma anche dell’anima e su questo persino Victor Hugo mi darebbe ragione.

Sono stata a Parigi altre volte, in vacanza, per lavoro e in viaggio con le amiche, ci sono tornata ancora una volta questa estate per un mix di queste cose e sono tornata a casa con una visione ancora una volta nuova e diversa ed ho capito cosa intendeva dire quello scrittore lì quando diceva che molti vanno a Parigi, ma pochi ci sono stati. Ho raccontato il mio viaggio già mentre si svolgeva, con alcuni aggiornamenti sul mio profilo Instagram @sonia_grispo e l’hashtag #trendcityguide, e in questo articolo inizio a raccontare, a rispondere ad alcune domande ricevute e a darvi qualche consiglio che potrebbe tornarvi utile se avete in mente di andare per la prima volta a Parigi o di tornarci.

Dove alloggiare? La scelta dell’alloggio dipende da molto fattori: budget, esigenze, spirito della vacanza, ovvero se volete spendere una cifra ridotta per alloggiare, se invece volete tutti i comfort, se volete dormire in un albergo a pochi passi dalla metro o dei principiali luoghi turistici o vivere un’atmosfera parigina completa preferendo un appartamento. Se volete vivere in una casa parigina vi suggerisco di dare un’occhiata a AirBnB, sito che offre sempre un’ampia scelta di appartamenti e case che molto spesso rispecchiano proprio l’animo della città e vi concedono di sentirvi abitanti del luogo, anche se solo per un tempo limitato; se state cercando un albergo vi suggerisco l’ Hotel Renaissance Paris Arc de Triomphe della catena Marriott, posizionato strategicamente su Avenue de Wagram, a pochi passi dall’Arco di Trionfo, degli Champs-Élysées e, se vi piace camminare (e dubito che non vi piacerà con un tale spettacolo) anche ai Giardin de Tuileries, con un arredamento moderno, tutti i servizi che potete immaginare, compreso il classico angolo cafè in camera, con walking cup di cartone per preparare voi stessi té e caffè da portare in giro al mattino, dopo un’abbondante colazione nella sala dedicata.

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Questa volta non ho comprato una guida turistica né ho utilizzato quella che avevo già nella mia libreria, avendo già visitato la città e conoscendone gli aspetti storico-artistici, ho deciso di utilizzare la mia solita agenda di viaggio, tracciando dei percorsi a zona e annotando luoghi, ristoranti e locali che volevo visitare. Qui di seguito le prime zone che ho visitato, dopo aver fatto un giro nei dintorni dell’hotel di cui parlavo sopra.

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Zona 1
Montmartre, Pigalle e il Sacro Cuore
Non starò qui a scrivervi descrizioni turistiche, informazioni che potete trovare in qualsiasi Lonely Planet o su Wikipedia, vi racconto alcune cose da non perdervi in questa zona: Iniziate da Pigalle, il quartiere a luci rosse che prende il nome dall’espressione “pig alley” ovvero “vicolo dei maiali”, come lo chiamavano gli alleati inglesi che venivano qui a sollazzarsi, che di giorno è innoquo e con negozi erotici a portata di turista, ma di notte si illumina e si fa audace, ma anche quelli di musica, per gli intenditori. Proseguite prendendo la metro “Abesses” o raggiungendola a piedi e vi troverete davanti a Le Mur des Je t’Aime, 10 metri di muro, 612 piastrelle e 311 “ti amo” in altrettante lingue del mondo. Dopo aver visitato questo suggestivo luogo ai piedi della collina di Montmartre potete spostarvi a piedi e visitare il quartiere fino a raggiungere le pendici della scalina del Sacro Cuore, per percorrere gli stretti vicoli e i 300 scalini che arrivano alla chiesa; se preferite un percorso più easy potete salire sulla funicolare che vi porterà in circa un minuto e mezzo dritti al Sacro Cuore e poi scendere gli scalini e visitare i vicoli al ritorno.

Sempre in zona potete visitare Rue Saint Vincent, polmone verde che racchiude vigne e vegetazione spontanea. Qui all’incrocio con Rue des Saless c’è una piccola vigna esistente dal 1953, che produce il vino Thomery, mentre sul lato opposto si trova il celebre cabaret Lapin Agile, con un esterno che vale la pena d’essere visto. Sempre in questa zona trovate il Jardin Sauvage, un giardino dove la flora nasce spontanea e selvaggia dal 1985. Ah come non nominare il Moulin Rouge, se avete visto il celebre film con Nicole Kidman forse la vista di questo locale vi lascerà l’amaro in bocca, l’estetica non è il suo forte, ma se riuscite a prenotare un biglietto per uno spettacolo potreste cambiare idea.

Rue Lepic è un’altra via da vedere se avete tempo, è la strada che da Pigalle sale verso Montmartre e dove si trova l’ultimo grande mulino del quartiere, si chiama Le Moulin de la Galette ed è davvero delizioso. Per visitare comodamente e approfonditamente questa zona vi consiglio di fare un salto sul Montmartrobus, un autobus di linea che è una chicca preziosa per i turisti in quanto fa un tragitto che tocca tutti i punti salienti del quartiere come il Sacro Cuore, non trascurando vicoli stretti e viuzze che a piedi sarebbe forse complesso visitare tutte. Se acquistate una Paris Visite come carta dei trasporti, il giro su questo autobus è incluso!

A proposito di autobus, il Balabus è un’altra chicca preziosissima, si tratta di un autobus di linea (quindi il prezzo del biglietto è irrisorio o incluso nelle carte dei trasporti), in funzione da Aprile a Settembre, solo la domenica, che va dalla zona 1 alla zona 3, quindi compre tutto il centro di Parigi e le principali attrazioni e va da Gare de lyon a Defense mostrandovi in circa 1 ora tutta la città nelle sue zone più importanti, potete stare seduti per tutto il tragitto o fare sali e scendi nelle varie fermate in base ai posti che volete visitare. Assolutamente da non perdere.

Presto un altro post con altre dritte e consigli nella sezione City Guide.

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