City Guide

City Guide Lisbona: i quartieri Baixa, Alfama e Barrio Alto e dove ascoltare il fado

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Per 9 giorni ho vissuto le strette vie di Lisbona, i vicoli sorprendenti e le viste mozzafiato, fotografando e annotando quello che stavo vedendo, per ricordarlo un giorno semplicemente facendo un salto sull’hashtag dei miei viaggi (cercate su instagram #TrendCityGuide) e perché io stessa adoro fare un giro sui social prima di partire per una nuova città. Sotto quelle foto, avete chiesto se avrei scritto qualcosa al mio ritorno ed eccomi qui, cercherò di essere sintetica e di darvi informazioni utili olte che cercare di comunicarvi le mie emozioni. (Qui trovate il primo articolo che ho scritto su questa città).

Il centro di Lisbona ed i quartieri da visitare subito
Disfatti i bagagli (o abbandonata la valigia sul pavimento prima di correre fra le strade per non perdere un momento), il primo giorno è quello da dedicare al quartiere della Baixa, il centro della città, un grande esempio di rinascista e architettura neoclassica. Leggi il resto di questo articolo »

Lisbona è la citta dei colori degli azulejos, del suono del fado e dei pastéis de nata

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Se guardo fuori dalla finestra in questo momento vedo una distesa di tetti rossi, un palazzo rosa, uno giallo accanto ad uno azzurro, un mare che in realtà è un fiume ed una fila di lucine gialle che a quest’ora della notte non capisco se sono quelle che attraversano il Ponte 25 de Abril o la costa dall’altra parte del Tejo.

Sono a Lisbona da 6  giorni, 147 ore, 8.859 minuti e 531  secondi e mi sembra già di conoscerla come quelle città in cui smetti di sentirti in vacanza ed inizi a tornare quando vuoi staccare la spina. Di questa città ho sentito parlare tanto, l’ho googlata ogni volta prima di scegliere una nuova meta da visitare e l’ho sempre rimandata, tenuta da parte, posticipata; poi la vita mi ci ha portata ed eccola che si presenta, senza troppe effusioni. Lisbona è timida, è noncurante, se ne frega se non t’innamori a prima vista, sa che l’apprezzerai nel tempo e così è stato.

Lisbona ha i colori assortiti degli azulejos e dei tram gialli, dei murales sui palazzi abbandonati e dei festoni nel quartiere Alfama. Ha il profumo dei popcorn nella metropolitana e dei pastéis de nata per le strade, ha la forma orizzontale dei miradouros e quella verticale dei grattacieli che non ti aspetti, ha il suono del fado nei locali a tarda notte e delle voci dei venditori di occhiali ambulanti che in realtà provano a venderti fumo. Leggi il resto di questo articolo »

City Guide Parigi: l’Hotel Legend, a pochi passi dalla Tour Montparnasse e Saint Germain

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Vi ho portato sugli Champs-Élysées, vi ho fatto assaggiare i migliori falafel e le più buone crepes sucre di Parigi, vi ho accompagnati fra i romantici vicoli di Montmartre, nelle storiche chiese e in una suggestiva libreria inglese in terra francese, oggi vi porto di fronte alla più bella vista sulla città, al 59° piano della Tour Montparnasse, il secondo grattacielo più alto di Parigi, a due passi dall’Hotel Legend.

L’ho scoperta in volo per Parigi, seduta accanto ad una donna di origini francesi, con padre siciliano, a cui ho chiesto di svelarmi quale fosse veramente il punto da cui vedere meglio la Tour Eiffel; mi ha consiglio il Montparnasse e mi ha suggerito di non godere della classica vista offerta dalla terrazza panoramica, ma di sorseggiare un tè caldo o un buon cocktail davanti alle vetrate di Le Ciel de Paris (i prezzi non sono economici, ma si paga per saziare palato e vista), il ristorante situato all’ultimo piano del grattacielo. Immaginate la mia felicità quando ho scoperto che uno degli Hotel in cui ho soggiornato durante il mio viaggio a Parigi, si trovava a pochi metri da questa struttura che dagli anni Settanta regala una vista mozzafiato sulla capitale francese. Leggi il resto di questo articolo »

City Guide Parigi: l’Hotel O a due passi dal Louvre e Rue de Rivoli, via dello shopping

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Solo qualche settimana fa giravo ancora fra le vie di Parigi, con una tazza di tè caldo in una mano ed un pain au chocolat nell’altra, provavo cappelli che non avrei comprato e scattavo foto che non avrei stampato, perché le foto migliori sono quelle che scatti quando batti le palpebre e non ci pensi nemmeno a tirare fuori il telefono, per goderti lo spettacolo.

Vi ho raccontato del Marais e delle porte colorate di Parigi, delle crepe sucre e delle centinaia di gradini del Sacro Cuore e il muro dei Ti Amo, oggi vi parlo di uno degli aspetto più importanti della vacanza: il dormire. Potete svegliarvi nella città più bella del mondo, ma se appena aperti gli occhi la camera d’albergo in cui alloggiate è cupa, buia, stretta e poco confortevole, la vostra giornata non sarà tanto diversa; per questo svegliarmi fra le pareti colorate dell’Hotel O mi ha lasciata senza fiato e mi ha regalato splendide giornate nella capitale francese. Leggi il resto di questo articolo »

City Guide: Parigi, il Marais, Piazza Igor Stravinsky e le infinite porte colorate

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Che Parigi è una città favolosa l’avrete sentito dire, che è grande, ottimamente servita dai mezzi pubblici ed organizzata in modo tale da rendere ai turisti estremamente semplice muoversi, ve lo dicono le guide e ve lo dico io. Per farvi un’idea di Parigi basti pensare che conta 20 arrondissement, una sorta di piccoli comuni in cui è suddivisa la città, 14 linee della metropolitana, ben 37 ponti, oltre 2 milioni di abitanti ed un numero indefinibile di porte colorate.

La scorsa volta vi ho parlato del quartiere Montmarte, di Pigalle e delle zone limitrofe, questa volta vi dico qualcosa sul Marais, situato fra place de la Bastille e l’Hotel de Ville, è una chicca di Parigi da non perdersi; qui si trova la più grande comunità ebraica della città, che si sviluppa soprattutto nei pressi di rue des Rosiers. Leggi il resto di questo articolo »

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