UniPosca, dall’analogico al digitale, la rivoluzione del marchio top degli anni 80

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Cos’è che affollava i nostri portacolori tanto da rendere difficile trovare una semplice biro per il compito in classe d’italiano? cos’è che usavamo per dare sfogo alla creatività sul diario, a rischio di riempirlo talmente tanto di scritte, frasi e il nostro nome in ogni colore possibile da non aver spazio per segnare fino a che pagina dovevamo studiare dal libro di biologia? Cos’è che usavamo per customizzare il casco, le scarpe, lo zaino? L’UniPosca.

Lui che ci accompagnati alle medie come al liceo, che abbiamo scambiato con le compagne di classe, usato fino a scaricarlo per poi provare a bagnare la punta e tirar fuori l’ultima goccia di colore, collezionato, perso, ritrovato, comprato, accumulato e persino odorato, per quel suo profumo indimenticabile.

Oggi UniPosca, il marchio che a partire dagli anni Ottanta  ha rivoluzionato il mondo della scrittura, ha deciso di rinnovarsi per restare al passo con i tempi, lanciando una nuova linea di prodotti legati al mondo degli smartphone e dei tablet. Leggi il resto di questo articolo »

La capsule collection SS 2015 di Moschino by Jeremy Scott ispirata a Barbie. Immagini e prezzi dei pezzi più amati

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Non so perché ma quando la scorsa Fashion Week giravo fra gli stand e le modelle nel backstage di Moschino, fra le stampe ispirate al junk food e successivamente quando ho visto i maglioni di Spongebob, nella mia mente è balenata l’idea che la prossima ispirazione potesse essere Barbie. Quando l’invito con pettine fucsia ha iniziato a fare il suo giro fra le mani di giornalisti, editor e blogger, non c’erano più dubbi, il nuovo motto è “Think Pink”.

Ed è stato uno spettacolo, non solo una sfilata, come da sempre Moschino assicura e come Jeremy Scott ormai si è abituato a fare, calcando la mano qua e lì, proponendo abiti dalla portabilità ridotta – se non siete Anna Dello Russo – ispirati alle più celebri Barbie degli anni Ottanta. Leggi il resto di questo articolo »

Nuova Toyota Yaris Hybrid, l’antidoto allo stress della guida in città e l’auto perfetta per cantare

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Vivere in una città come Roma vuol dire vivere in una città imbottigliata nel traffico. Se avete mai visto una di quelle bottiglie con dentro le barche a vela, minuziosamente ricostruite, potete farvi un’idea. Per una siciliana poi, il traffico non è mica cosa nuova, lo dicevano pure in Johnny Stecchino, e da Catania a Palermo la storia non è mica diversa. Per questa ragione stress, traffico e automobili sono tre parole che nel mio immaginario compongono un quadro “angosciante “ e per questo motivo leggere che Toyota Yaris Hybrid rappresenta “l’antidoto ideale allo stress e alla frustrazione della guida in città” mi ha davvero incuriosita.

Non voglio entrare nei tecnicismi, ma uno dei punti forti di questa auto risiede nell’esperienza di guida fluida, silenziosa ed estremamente intuitiva, con un’accelerazione progressiva anche nelle partenze da fermo. Inoltre, garantisce consumi ed emissioni ridotti. Ma adesso passiamo al design, ovvero uno degli aspetti che più incidono nella scelta di un’auto, soprattutto quando a sceglierla siamo noi donne. Leggi il resto di questo articolo »

Moda low cost e low griffe, H&M e terranova i marchi più amati dagli italiani

low cost in italia

Se tra il 2000 ed il 2005 avessi avuto uno Zara o un H&M vicino casa, non solo avrei evitato certe imbarazzanti foto di classe, non solo oggi guardarerei con meno orrore l’abbinamento t-shirt e canotta sopra o i maglioni ci ciniglia, ma sicuramente i miei genitori avrebbero potuto creare, solo risparmiando in abiti e accessori, un fondo paragonabile a quello che le famiglie americane accumulano negli anni per il college dei figli.

Non c’è da stupirsi se oggi gli italiani amano il low cost, lo spiega anche la ricerca condotta da Reputation Manager, società leader in Italia nell’analisi della reputazione on line di aziende e personaggi pubblici che, in occasione della Settimana della Moda di milano, ha analizzato le conversazioni on line su tre brand molto diffusi in Italia: Zara (nato negli anni 70 in Spagna), H&M (circa 60 anni fa in Svezia) e Terranova (nato 50 anni fa in Italia), scoprendo che il sentiment dei clienti è positivo nel 46% dei casi, e il tema più discusso è quello della qualità (31%), prima del pricing (16%) e della distribuzione (14%). Leggi il resto di questo articolo »

Quelli che… la Milano Fashion Week fra stalker, outfit e gente che ci crede

sandro giordano i panni sporchi

Se alla fine di ogni film horror che (non) si rispetti, dal terreno in cui è stato sepolto l’assassino di turno emerge, in tempo per l’ultimo frame, una mano ad artiglio che sembra voler dire “tornerò“, annunciando il sequel, per la Fashion Week la storia è più o meno la stessa.

I grandi palazzi si svuotano, sulle passerelle restano le orme degli spettatori che le hanno attraversate a fine show per correre alla sfilata successiva, nei bicchieri dei cocktail serviti agli eventi restano solo le olive che nessuno ha voluto e a terra è un accumularsi di inviti già usati, di buste di cadeaux svuotate e pass che ormai non fanno più gola a nessuno. E nonostante ogni anno, ogni stagione, sia sempre la stessa storia, lo scenario apocalittico che anticipa la settimana della moda è comunque una ricorrenza a cui nessuno intende rinunciare.

Gli status a tema sui social network, suddividono in più categorie (a volte mixate) gli addetti ai lavori, professionisti, pr, uffici stampa, giornalisti, blogger, fotografi e influencer in categorie per distinte: quelli che non sanno cosa mettersi, quelli che vogliono gli outfit prestati, quelli che stalkerano i pr per avere un invito, quelli che l’invito non ce l’hanno ma vanno a Milano per appostarsi fuori dalle sfilate, quelli che dell’appostamento hanno fatto un mestiere grazie allo street style. Leggi il resto di questo articolo »

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