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Lookbook// Zara e lo stile collegiale

Una giovinetta pronta per il collegio e un’adolescente che indossa senza malizia parigine e calze over-the-knee, sembrano essere queste le ispirazioni di Zara per il catalogo di Agosto 2010 della collezione TRF. Per le nostre temperature – almneo per il torrido caldo della mia Catania – la collezione sembra proiettata verso un autunno ancora lontano, ma personalmente adoro iniziare ad acquistare capi invernali in estate, così da avere piacevolissime sorprese con l’arrivo del primo freddo e non dover attingere solo dal “vecchio” guardaroba.
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Elegant but unconventional, è la donna Zara nel look book di Maggio 2010

Quella di Zara è una donna elegante ma fuori dagli schemi, indossa gonne che ricordano i panneggi di Caravaggio, cappelli a falda larga e abiti in candido lino. Indossa lunge gonne in stile hippy che coprono i piedi e allungano la figura, non dimentica le tendenze indossando i clogs, il floreale e i jeans, ma non si fa trascinare nella moda canonica e restrittiva, prediligendo il basic adeguatamente accostanto con il sapiente utilizzo del taste of glamour innato in ogni donna (o quasi).
Capelli e trucco nature, si spoglia di inutili fronzoli la donna di Zara nel look book di Maggio 2010 e ci suggerisce di indossare il minimo indispensabile, ma di mixarlo bene per ottenere look perfetti fondati sull’intramontabile regola del “less is more”.

Zara woman is elegant but unconventional, she wears skirts that recalled the drapery of Caravaggio, wide-brimmed hats and dresses in white linen. She wears long skirts hippy style covering her feet and stretch the figure does not forget the trends wearing clogs, floral and jeans, but there is no drag in the canonical fashion and restrictive, she prefers basic adequately combined with the wise use of ‘taste of glamor’ that is innate in every woman (or almost).
Hair and makeup are nature, stripped of unnecessary frills the Zara’s woman in May 2010 look book, and suggests wearing the bare minimum, but mixing it well to achieve the perfect looks, based on the timeless rule of “less is more.”


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