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Archivio di novembre 2010

P.H.M.// Le stringate femminili Paul & Joe

Ciao, mi chiamo Bernadette e da qualche mese seguo il tuo blog con interesse. Seppure sia stata ampiamente criticata, io ho trovato parecchio interessante la collezione di Prada per la futura primavera-estate e in particolar modo ho apprezzato rivisitazione delle calzature da uomo con l’aggiunta della zeppa, anche se l’avrei preferita non colorata. Sapresti dirmi dove posso già trovare un modello simile? mi piacerebbe molto sperimentarlo quest’inverno per dare un tocco meno noioso anche ad un look semplice. Grazie, confido in una tua risposta.

Cara Bernadette, vedendo le stringate con zeppa multicolor di Prada devo ammettere di aver arricciato il naso, sia per l’estrema originalità, sia perché mi hanno ricordato alcune celebri calzature disegnate da Rey Kawakubo per Comm de Garcon. Se cerchi un modello simile ho individuato una valida alternativa nella collezione Paul & Joe Siter, il modello si chiama Cap Vert.

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In esclusiva sugli e-commerce arrivano le ballerine Moschino per Kartell

Le abbiamo commentate ed apprezzate in tutte le loro gradazioni, finalment,e per chi non potesse fare a meno di possederle e non vuole attendere fino alla prossima primavera, Moschino e Kartell lanciano la vendita esclusiva delle ballerine “BowWow” nella versione era con fiocco bianco, sui rispettivi e-commerce.

Che decidiate di acquistarle per voi stesse o di segnalarle con nochalance ai vostri genitori, fidanzato o mariti come suggerimento per i regali di Natale, sappiate che da oggi 16 Novembre le ballerine nate dalla collaborazione fra Moschino e Kartell sono disponibili. Se invece volete aspettare di vederle dal vivo o acquistarle nelle altre gradazioni, basterà attendere il mese di Gennaio 2011 per trovarle presso le migliori boutique multibrand, nei punti vendita monomarca Moschino e nei flagstore Kartell di tutto il mondo al prezzo di 85 euro.

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Donne che amano…crescere e sognare di diventare chi vogliono proprio come Barbie

Parlare della propria infanzia genera un’inevitabile malinconia, nostalgia, mista ad un senso di distacco da ciò che eravamo, quasi fosse innaturale non sedersi più a quattro piedi sul pavimento montando veri e propri set per giocare con le Barbie, accatastando pile di lego o inscenando incidenti stradali con le macchinette, quelle che se le mettevi sotto l’acqua calda cambiavano colore. Quasi come se fosse una nostra scelta quella di non giocare più con le bolle di sapone, con gli aeroplani di carta o il ferro da stiro di plastica.

Posso dire d’essere cresciuta in compagnia delle Barbie, averle collezionate ma mai lasciate esposte, sempre vestite, svestite, rivestite e trasformate. Qualche volta ho tagliato loro i capelli, le ho truccate e persino mordicchiate. Le facevo sposare, divorziare, piangere e arrabbiare, costruivo intorno a loro un mondo parallelo che in fondo rispecchiava quello che vivevo io, non le dispensavo da piccole tragedie, incidenti di percorso: la tv, il cinema e persino la famiglia mi influenzavano a tal punto da far vivere alle mie Barbie quello che vedevo io, intorno a me. E anche loro influenzavano me. C’era Barbie buon compleanno, Disneyland, Barbie veterinaria, Barbie che parlava, che cambiava colore di capelli, Barbie hostess e tutti i mariti, amici e fidanzati, tutti i Ken con i capelli di plastica, con quelli veri, muscolosi, dalle parti intime ben celate perché non sia mai che tu scoprissi l’anatomia da un bambolotto. Ma non chiamiamoli bambolotti, in fondo ci hanno accompagnati lungo la nostra infanzia e per quel che mi riguarda quasi adolescenza considerato che ho messo di giocare con le Barbie in terza media; però non le ho mai dimenticate e tutt’oggi quando con mia sorella vedo un oggetto, un cuscino, una scatolina, un pezzo di stoffa, all’unisono esclamiamo “te l’immagini cosa facevamo con le Barbie…?”.

Credo che solo Barbie riesca ancora oggi a rappresentare un modello di riferimento per le bambine, che riesca a comunicare loro idee di un futuro ancora lontano ma che non è mai troppo presto immaginare, e sogni da realizzare crescendo. A sei, otto o dieci anni forse scelgono di essere astronauta, segretaria, modella, cantante, veterinaria, babysitter con le Barbie che adorano e collezionano e non è detto che crescendo restino della stessa idea, ma una cosa è certa: è da bambina che impari a sognare e, senza rendertene conto, scopri qual è il tuo futuro. Non la professione, non le scelte di vita, ma la tua personalità, e il video I can be, realizzato per celebrare Barbie, non fa che sottolinerarlo.

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Pics I Love Today // I want camel, lace and new sunglasses for my eyes

Sono foto che ho trovato di recente sul web e, come spesso accade, nella fretta del salvataggio non le ho rinominate. Non ricordo la fonte, non ricordo chi le abbia scattate né a quale editoriali appartengano, ma se lo sapete scrivetemi e aggiungerò le note qui nel post. Di recente ho iniziato ad apprezzare le maxi sciarpe, vorrei uno scialle in cui avvolgermi, una mantella sotto cui nascondermi. Vorrei una clutch verde petrolio ed un body in pizzo effetto vedo-non-vedo. Vorrei un armadio pieno di abiti, pull e cardigan color cammello e tutti i colori della terra. E vorrei dei nuovi occhiali da vista, ma prima devo tornare dall’oculista per capire se la mia vista è peggiorata. Update: Julie Rode for Swedish DV November 2010, via.

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Barbie Wears Lanvin for H&M. Se giocassi ancora con le Barbie sarebbe pericoloso

Da bambina adoravo giocare con le Barbie, avevo un sistema, un metodo di gioco, tutto mio. Non improvvisavo, non inventavo storie assurde e sempre diverse, i miei personaggi avevano delle storie, un solo nome, un’unica professione, una vita. C’era la modella, il medico, l’avvocato, il cantante, persino lo spacciatore, la ragazza facile e l’ex attore che si era dato all’alcool per via di un brutto incidente. Mia nonna a volte si prendeva l’incarico di lavare il mio “sacco dei vestiti”, con dentro centinaia di abitini e me li restituiva perfettamente stirati. I pantaloni di Ken avevano persino la piega che formava la classica righina frontale. Acquistavo sempre nuovi vestiti in un negozio che adesso non c’è più che vendeva centinaia di completi, vestiti e accessori che Mattel metteva in commercio per mettere in crisi le bambine come me.

Ad ogni modo è stato sulla base di questi ricordi della mia infanzia, riaffiorati qualche giorno fa, che ho pensato a quanto sarebbe stato bello, o forse no, seguire sin da bambina la moda, conoscere le nuove tendenze e adattarle alle Barbie, giocando a realizzare per loro abiti ispirati a quelli dei grandi designer. Magari avrei provato già allora a far indossare a Barbie gli abiti che Lanvin ha disegnato per H&M, come quelli che vedete qui in foto; mi sono divertita a giocare come con le paperdoll vestendo Barbie con i miei abiti preferiti della collezione. Ma forse, anzi certamente, è stato meglio così. Non oso immaginare come le bambine d’oggi e quelle di domani giocheranno con le bambole, se ancora lo faranno, già influenzate da passerelle, riviste e tv.

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City Guide// Shopping al The Mall di Firenze

Dopo una colazione a base di cappuccino e cornetto, aver fatto il check-in, passato i controlli di sicurezza e aspettato l’apertura del Gate, dopo  essere salita sulla navetta diretto sull’aereo ed aver preso posto, lontana dal tanto odiato ma richiestissimo finestrino, mi sono appoggiata sulla spalla del mio fidanzato, messo gli auricolari e fatto partire la playlist composta per il week-end di relax: destinazione Firenze.

E’ iniziato così il fine settimana di fine Ottobre che mi ha portata, insieme al mio fidanzato, a visitare di nuovo Firenze, che ho trovato sempre bella, sempre rilassante, sempre assolutamente indimenticabile. Ho fatto colazione in Piazza Della Repubblica, ho guardato e il carosello illuminato di notte immaginandolo come un maxi carillon posto al centro di Firenze, ho ammirato il Duomo dalla finestra della mia camera dalle pareti lilla e i mobili bianco candido, fatto un giro per i negozi delle vie più affollate, cenato in un ristante che ci ha letteralmente estasiati, passeggiato lungo il Ponte Vecchio illuminato di notte e guardato il fiume nel silenzio di una strada sempre meno frequentata. Il giorno seguente abbiamo preso il pullman in direzione The Mall e lì mi è parso di non trovarmi vicino Firenze, in Toscana nè in qualsiasi luogo reale, sembrava d’essere in un universo parallelo dove solo le grandi boutique regolano l’equilibrio del cosmo, dove tra verdi prati, panchine in cui riposarsi ed un fiumiciattolo che passa sotto un piccolo ponte, ci si può lasciare assorbire dallo shopping.

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SWEET&FASHION// Le scarpe di Christian Louboutin diventano biscotti ipercalorici

Scarpe e dolci, due delle cose al mondo a cui le donne non sanno resistere, c’è chi li ha uniti in un connubio ipercalorico e li ha trasformati in oggetto del desideiro gastronomico. Si tratta dei biscotti realizzati da Sugar Envy, che rappresentano una replica perfetta di alcune celebri calzature disegnate dallo shoe designer Christian Louboutin, dalla suola rossa, ai dettagli finemente riprodotti, fino alla celebre firma all’interno di ogni calzatura, i biscotti riproducono fedelmente le scarpe del marchio.

Love It! Freja Beha è il nuovo volto sorridente dei gioielli Harry Winston

Dal primo post riguardante Freja Beha Erichsen ad oggi, non ricordo un solo scatto in cui la modella danese sorridesse, sempre avvolta da un allure glaciale e impenetrabile; ci ha pensato il marchio di gioielli americano Harry Winston a mostrarci Freja sotto una nuova veste, assolutamente sorridente e luminosa, in cui si stenta quasi a riconoscerla. Negli abiti di una donna elegante e solare, ma anche di una sposa golosa, la modella ha posato mostrandosi sotto una nuova luce.

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Pregnant Celebrities// Miranda Kerr col pancione in copertina su Vogue Australia

Per la prima volta Vogue Australia pubblica una donna incinta in copertina e lo fa inaugurando così il 2011 scegliendo la modella Miranda Kerr che proprio di recente, con uno scatto senza veli ma pur sempre estremamente dolce su W Magazine, ha annunciato la sua gravidanza al mondo. La fotografia per la copertina dell’edizione australiana di Vogue è di Carlotta Moye.

[via]

Sotto la pelliccia niente// Steven Meisel firma Venus in Furs per Vogue Italia

Vestiti solo di pelliccia! una frase dal doppio significato, basta spostare un accento per farla diventare un imperativo che racchiude il mood dell’editoriale firmato da Steven Maisel per Vogue Italia di Novembre 2010 e vede protagoniste i modelli Iselin Steiro, Freja Beha Erichsen, Alla Kostromichova, Iris Strubegger, Andrej Pejic, Tomek Szczukiecki e Michael Tintiuc. Gli animalisti non gradiranno, ma queste foto sono un piacere per gli occhi.

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