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Archivio di marzo 2010

Il look urban-pop di Diesel Kids

Diesel Kids può essere considerato il primo brand di abbigliamento casual e cool dedicato ai bambini: t-shirt, denim e colori freschi, compongono le collezioni di un un marchio che non pretende di trasformare i bambini in piccoli adulti, ma di portare una ventata di innovazione, grinta e aggressività nel guardaroba dei più piccoli, unendo la comodità ad un look urban-pop. Perchè non è mai troppo presto per avere stile. Su impossible4less trovate  le collezioni Diesel Kids con sconti del 50%.

Carine Roitfeld is blacklisted, Balenciaga vs Vogue France

L’editor francese di Vogue, Carine Roitfeld e il suo staff sono sulla lista nera di Balenciaga “We’re blacklisted” ha dichiarato la Roitfeld  “It’s too bad, it’s a beautiful house and it’s French. I hope that it’s not forever.” Ha inoltre fatto notare che la maison non investe più sulla rivista, nè concede i propri abiti per gli shooting, senza dare alcuna spiegazione. “Ask them” ha suggerito, ma la risposta del portavoce di Balenciaga è stato un semplice “no comment”. Cosa sarà mai successo per spezzare il legame fra la maison e la testata francese?

Kristen Dunst interpreta V Magazine #64

Lo sguardo è triste e malinconico, il colorito pallido e le labbra scarlatte, l’immagine che V Magazine ha scelto per il servizio fotografico che vede protagonista Kristen Dunst non valorizza la bellezza dell’attrice americana ma le capacità interpretative. Se non guardassimo la data e non ci soffermassimo sui caratteri moderni della stampa, potremmo immaginare di sfogliare le pagine di una rivista di qualche decennio fa. Dietro l’obiettivo il fotografo peruviano Mario Testino.

Katy Perry cover girl di Marzo 2010 per Nylon Magazine

Ha perso lo scettro ma non la grinta, Katy Perry, dopo essere stata offuscata da Rihana, Lady Gaga, Ke$ha e altre colleghe, riconquista la cover di Nylon Magazine. Si spera rappresenti il preludio di una rimonta.

Tom Gauld customizza le lattine di Diet Coke per beneficenza

Qualche giorno fa al mercatino delle pulci un signore vendeva le famose bottigliette della coca cola customizzate dai grandi stilisti (bellissima quella di Fendi), ricordo che quando le ho viste sul web le ho desiderate tanto, per poi chiedermi cosa mai ne avrei fatto, non essendo un’amante delle collezioni e dei soprammobili di vecchia data. Oggi poi ho letto delle lattine di Diet Coke customizzate dal fumettista Tom Gauld purtroppo in vendita solo in America, i cui proventi saranno devoluti all’associazione The Heart Truth, ed ho pensato che è davvero un peccato che non siano disponibili in Italia.

Conclusione? siamo sempre insoddisfatti e desideriamo sempre quello che non possiamo avere, perchè quando l’abbiamo, ci sembra superfluo e inutile. Dopo il salto potete vedere il video della campagna.

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Valentino charity for Haiti, quando anche la beneficenza è un lusso

Non dovrebbe rappresentare un lusso o un bene riservato a pochi, eppure spesso lo è: le limited edition pensate per beneficenza sono sempre più spesso irraggiungibili, si potrebbe controbattere affermando che un prezzo maggiore significa maggiori profitti destinati alla causa, ma non serve uno statista per immaginare quanto potrebbero moltiplicarsi i profitti se un capo firmato dauna grande maison fosse alla portata di una fetta più ampia del mercato.

Il pensiero è stato ispirato dalla t-shirt couture ideata da Valentino in supporto per i bambini di Haiti, costa 250 dollari e la vendita di ciascuna consentirà l’acquisto di una protesi per i 200.000 bambini mutilati. Un’operazione nobile, senza dubbio, ma che come sempre sottolinea l’interesse primario da parte delle maison di rendere irraggiungibili i propri prodotti, anche quando l’acquisto non resterebbe confinato nella pura futilità, ma sfocerebbe in qualcosa di ben più grande. Quale arma migliore per spingere alla beneficenza se non quella di offrire prodotti di lusso a basso costo?

Le t-shirt, dalla scollatura a barca, sono realizzate in jersey bianco e arricchite sulla spalla da un elegante fiocco di pizzo chantilly, le maniche sono invece decorate da piccole ruches. Già nel corso della settimana della moda milanese sono state messe in vendita presso boutique di Via Montenapoleone, per poi replicare l’evento durante la Fashion Week parigina, presso la boutique di Rue Montaigne. Dopo il salto il dettaglio della t-shirt.

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H&M The Blues Collection: accessori, navy e denim

Accessori d’ispirazione Navy e l’immancabile denim, questa volta in una chiave più leggera, come i tessuti con cui sono realizzati i due minidress che lascinao già immaginare gli outfits semplici e freschi della primavera, lontani dai look multi strato dell’inverno. La primavera-estate di H&M ha tutta l’intenzione di rappresnetare una minaccia per le nostre tasche. QUI trovate l’intera collezione.

Anna Dello Russo indossa la maxi belt di Francesco Scognamiglio

Si tratta di una creazione dello stilista Francesco Scognamiglio, che ha aperto la sua prima boutique nel 1998, dopo aver collaborato con grandi case di moda con Versace, ed ha esordito nell’alta moda nel 2000 con una collezione ispirata algi anni Ottanta. Oggi il direttore creativo Anna Dello Russo decide di indossare una delle sue creazioni e il suo nome si moltiplica a vista d’occhio su Google. La maxi cintura (che definire maxi sembra davvero riduttivo) mi ricorda moltissimo i bangles in acciaio Louis Vuitton dell’estate 2010.

Trend alert: Pastel Hair by Proenza Shouler

Proenza Shouler ha portato in passerella le sue modelle dai capelli tinti con un effetto “sbiadito” ed è subito stata tendenza: Ashley Olsen, Pixie Geldof e Kelly Osbourne hanno sfoggiato le proprie rivisitazioni, chi optando per un accenno e chi per il total color. Si chiama Pastel Hair e ci sono seri dubbi circa la diffusione fuori dalla passerelle, ad eccezione di qualche coraggiosa trendsetter che potrebbe scegliere una pettinatura audace per gli eventi mondani.

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Inglesina d’autore, ambasciatrice dell’eleganza “made in Italy” nel mondo

E’ la culla per antonomasia, da piccola quando le altre bambine chiedevano a Babbo Natale il passeggino di Babi Mia, io chiedevo di ricevere in regalo un’Inglesina. Dal 1963, quando fu creata la prima “Inglesina Baby” l’azienda, fondata da Livio Tomasi, ne ha fatta di strada, fino a diventare, oggi, ambasciatrice dell’eleganza “made in Italy” nel mondo.

E per celebrare il particolare legame con l’arte e con il design che da sempre caratterizza Inglesina, è stato lanciato il progetto “Inglesina d’Autore”, che vede il tradizionale modello, rivisitato secondo lo stile di diversi designer italiani. Fra questi Elvezia Allari, artista che crea allestimenti, monili e opere di textile design artificiali. I suoi materiali d’elezione sono il silicone, i polimeri a caldo, il filo di ferro cotto, la carta, impiegati in modo inconsueto ed è sulla base della sua tecnica e dil suo moo che ha realizzato “Le Petit Nid”, che evoca il ritorno della primavera e delle atmosfere pasquali.

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