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Archivio di gennaio 2010

L’era delle fashion blogger e la mania dilagante dei blog di moda

Ciao Sonia, mi chiamo Beatrice, ho 29 anni e seguo da molto tempo il tuo blog che e’ fra i miei preferiti e ti faccio i complimenti per come lo gestisci e per la varieta’ di notizie che ogni giorno pubblichi.Ti scrivo per farti i miei complimenti ma anche per condividere con te un pensiero..

Non mi saro’ accorta solo io della nascita di tantissimi blog di moda o presunti tali, dicono che internet offre spazio a tutti e non serve più fare i salti mortali per attirare l’attenzione, ma non credi che questa moda, spero passeggera, possa incidere negativamente sul lavoro di persone come te che non si sono improvvisati “fashion blogger” ma ne hanno fatto un lavoro basato su capacità di scrittura e conoscenza?? per non parlare del fatto che sempre più spesso questi blog sono delle fotocopie (brutte fotocopie a mio giudizio), mi succede di trovare blog che copiano lo stesso stile e modificano le foto in egual maniera..una cosa che prima nessuno faceva (e che comunque si vede se è senza il minimo gusto) o addirittura c’è chi copia il modo di scrivere, le parole sono a disposizione di tutti naturale però abbiamo un proprio modo di scrivere, riconoscibile e tu, visto che ti leggo da tempo so che hai il tuo e a volte mi succede di leggere articoli o post che sono copiati dai tuoi, certe volte proprio copia e incolla o semplici miscugli di testi. Non sono qui per innescare una polemica o per aizzarti contro qualcuno per questo non ti segnalo i siti di cui parlo, ma ho pensato che deve essere brutto per una persona che fa le cose seriamente imbattersi in certe persone che non hanno nessun rispetto ne’ decenza di capire le proprie capacità e penso che se me ne sono accorta io magari c hai fatto caso anche tu e che se ne accorgano i lettori, che se bravi osservatori decideranno di leggere te piuttosto che altri.

Cara Beatrice, ti ringrazio per i complimenti, che buffo leggere la tua e-mail. Proprio in questi giorni infatti con delle amiche e alcune colleghe, ci siamo ritrovate ad affrontare questo argomento e a sorriderne persino. E’ proprio vero che Internet ha aperto le porte a tutti, concedendo a chiunque di proporsi sotto qualsiasi veste, cosa molto positiva a mio avviso se ben sfruttata: c’è chi propone le sue creazioni, chi i propri disegni, chi si scopre esperto di tecnologia e chi, come in questo caso, essendo un’appassionata di moda, apre un Blog. Ed è quest’ultima parte che mi ha fatto riflettere tempo fa…

Il punto non è che ce ne sono tanti di Blog, i lettori hanno capacità di discernimento e sanno affidarsi all’informazione più corretta. Ma il punto è che per uno strano caso di incomprensione c’è chi trasforma l’idea di “mi piace comprare abiti e accessori” con “amo la moda”, quando la moda è storia, ricerca, conoscenza. C’è chi dice “il mio stilista preferito è Gabriele Coco Chanel”, come se dire nome e cognome ne confermassero la conoscenza poi, e in realtà si riferisce alle attuali collezioni, senza riflettere che sono frutto d qualcun altro, non della ormai trapassata stilista; un po’ come chi si dice amante della fotografia ma in realtà dovrebbe dire “mi piace scattare foto o posare per queste” che è ben diverso, si sa.

I blog personali di ragazze a cui piace chiacchierare di moda non devono rappresentare un disturbo o una minaccia per chi con la moda ci lavora, sognare è un diritto di tutti e se si pensa d’essere portate per scrivere e che il proprio pensiero vale la pena d’essere condiviso su un blog di moda più o meno improvvisato, non bisogna frenarsi. Certo una capacità di giudizio è più o meno richiesta, ma in generale il bello di internet è che non ha restrizioni. Il punto è che questi blog che hai definito “improvvisati” proprio per questa connotazione finiscono con il danneggiare chi lavora seriamente: non citare le fonti, copiare le immagini o i testi…tutto questo rappresenta un vero e proprio danno.

Per concludere: una volta un’amica mi ha detto che l’emulazione è segno di stima, che se qualcuno prende spunto da te (“copia” è così puerile), è come se ti facesse un complimento, perchè apprezza il tuo lavoro e ammette che da solo non ce la fa. E io ho risposto che preferirei altri tipi di complimenti, che trovo piuttosto che chi copia confermi così la sua pochezza, che si auto umilia nel momento stesso in cui compie l’atto, anche se fa la furbata di non farsi scoprire o di negare e che nella vita se vali davvero gli altri se ne accorgono. E di questo ne ho conferma ogni giorno. Quindi ti ringrazio per i complimenti e ti dico che io continuo a fare il mio lavoro e che gli altri continuino pure a fare come meglio credono, perchè quando si dovranno raccogliere i frutti, ci sarà chi avrà il cestino vuoto, o con frutti marci e chi porterà a casa il necessario per fare conserve, marmellate e costate e io, care mie, vi invito tutte a mangiare, chiacchierando di moda, passioni e luoghi comuni.

Katie Holmes e Tom Cruise, 75 mila dollari per un secondo figlio

Ammetto di non provare più la stessa simpatia per Katie Holmes da quando è convolata a nozze con Tom Cruise e per aver creaot un baby mostro facendo diventare sua figlia la bambina più adorabilmente odiosa del mondo, per quel guardaroba impeccabile, quelle scarpe con tacchetto e le foto sparse per tutta la rete e le testate giornalistiche.

Adesso per rivalutarla aspetto di sapere cosa risponderà al marito che le ha proposto 75 mila dollari come premio per una seconda gravidanza. Secondo la rivista Ok! Magazine, l’attrice avrebbe ricevuto il medesimo compenso per la nascita della piccola Suri; non c’è da strizzare troppo gli occhi, non sarebbe il primo accordo prematrimoniale a prevedere un’indennità per la moglie ad ogni gravidanza. Sconcertante.

Fashion Quote: per quelli con la puzza sotto il naso

In: Rachel Bilson e il cut-out dress di Preen

Ricordo quando i primi tempi, su Trend and The City si parlava moltissimo di Rachel Bilson, divenuta più celebre probabilmente a conclusione di The O.C. che prima. Bella, semplice, fuoi dai gossip, almneo da quelli imbarazzanti, mai oltre i limiti. Un’attrice che nel suo curriculum non vanta film da Oscar ma che si è fatta apprezzare per il suo essere acqua e sapone, discreta e piena di stile.

Di recente Rachel Bilson è stata fotografata con indosso un cut-out dress di Preen, il cui tessuto fasciante ricorda moltissimo i tubini aderenti di Hervè Leger. Trovate il vestito su Net-a-Porter al prezzo di 1,100 dollari.

Dopo il casco deluxe Ruby e Chanel, il foulard in edizione limitata

L’ Atelier Ruby Paris qualche anno fa aveva deliziato gli appassionati di moda con il casco da moto realizzato per Maison Martin Margiela, successivamente ha affascinato con la versione extra lusso realizzata per la maison CHANEL, del valore di 1200 euro e oggi rilancia, insieme a Karl Lagerfeld, con un foulard in edizione limitata che raffigura il famoso casco.

A differenza del casco il foulard in pura seta, realizzato in soli 500 pezzi, è in vendita al prezzo di 140 euro.

Fashion Food: Il fast food griffato secondo TCH

Fashion Food: il fast food griffato

Nel 2010 The Cool Hunter ha programmato il lancio di Access Agency, un mezzo dedicato alla creazione di strategie originali per le aziende e per promuovere la campagna ha realizzato una serie di prodotti davvero interessanti che mixano design e moda.

Patatine fritte da stuzzicare tenendo in mano una confezione firmata Gucci o Hermès, hamburger custoditi in eleganti porta-cibo di Burberry o gelati contenuti in vaschette di Paul Smith. Immagini puramente illustrative, ma non sarebbe una cattiva idea realizzare packaging per i fast food in versione deluxe, l’idea era stata già proposta in un ironico editoriale qualche anno fa, trovate le immagini QUI.

“Niente” la t-shirt di Moschino s/s 2010

Nell’anno delle fashion tees, della riscoperta della maglietta bianca, da indossare solo se stampata e se le stampa ha un riferimento, anche vago, alla moda (meglio se in maniera critica o provocatoria) Rossella Jardini ha pensato bene di far sfilare le modelle Moschino con t-shirt bianche su cui spiccava discreta la parola “Niente”. Niente come niente logo o etichetta, niente come “sono libera di indossare ciò che voglio” o “non mi serve che leggiate la marca”. In ogni caso una scelta più che azzeccata. Io la indosserei, peccato non costerà “niente”…

L’ad campaign più bella? Madonna per Dolce&Gabbana s/s 2010

Il mese scorso abbiamo commentato i primi scatti della campagna pubblicitaria di Dolce&Gabbana che vede protagonista Madonna nel ruolo di una donna di casa, dalle forme morbide, un chiaro riferimento alla sicilianità che da sempre contraddistingue il marchio. E chi meglio di lei, che vanta origni in parte italiane per via del padre, figlio di emigranti, poteva rappresentarla?

Il risultato è una campagna seducente, a tratti provocante e persino suggestiva, alcuni scatti riportano alla mente il personaggio di Malena portato sul grande schermo dal regista Giuseppe Tornatore. Stesse atmosfere, stessa immagine femminile. Fra piatti da lavare, biancheria da stendere e pavimenti da spazzare, la donna di Dolce&Gabbana conserva la sua femminilità e senza osare troppo rivela le sue armi di seduzione. Campagna promossa a pieni voti. Qui altri scatti.

Heidi Mountag dopo i 10 interventi di chirurgia plastica

C’è un limite che non va superato, quando la ricerca della perfezione sfocia nella creazione di un mostro. E’ quello che è successo ad Heidi Mountag a cui consiglierei vivamente l’incontro con uno psicologo piuttosto che l’ennesima capatina dal chirurgo, per aver abusato della chirurgia plastica sottoponendosi a 10 interventi chirurgici che l’hanno trasformata in un’altra persona.

Non so se Hedi avesse la cellulite o qualche chilo di troppo, non so se viveva male il suo naso lungo, ma so che dopo essere intervenuta su occhi, naso, mento, glutei, labbra e seno, adesso è non solo irriconoscibile ma persino orribile. Nonostante la mascella pronunciata e il naso non proprio invisibile, la consideravo una bella ragazza, l’unico dettaglio su cui sarei intervenuta era il colore dei capelli, troppo da Barbie, ma di certo non avrei aumentato il seno e non avrei stravolto i lineamenti. Deve essere felice il marito, che si è ritrovato vicino una donna sproporzionata e sconosciuta.

[via]

Fashion Quote: per chi si interroga sull’utilità della bellezza

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