Alber Elbaz, direttore creativo di Lanvin, starebbe meditando di lasciare la maison. Mentre il mondo della moda si chiedere se Elbaz manterrà quanto detto, all’interno del  The New Yorker‘s Style Issue vengono svelati dubbi e quesiti riguardo il designer.

“If it’s not edible, it’s not food.  If it’s not wearable, it’s not fashion.”
“Se non è commestibile, non è cibo. Se non è indossabile, non è moda.”
Alber Elbaz

Per esempio se vi siete chieste come mai, a differenza di tanti altri brand, Lanvin non abbia realizzato una secondary line (vedi Roberto Cavalli e Just Cavalli, Dolce&Gabbana e D&G…), la risposta è tanto semplice quanto ironica “Ho sempre avuto seri problemi a pensare ad una seconda linea. Nessuna donna aspira a diventare la sorellastra, ogni donna aspira a diventare Cenerentola…mostrami una donna che vuole essere una sorellastra”. Come dargli torto? non ha fatto però i conti con il significato che certe seconde linee hanno per noi giovani ragazze amanti della moda. Le seconde linee, spesso “leggermente più economiche” della prima linea, permettono a giovani pulzelle senza una carta di credito gold, di realizzare dei grandi sogni.

Per quanto riguarda l’assenza di una IT Bag firmata Lanvin nella storia della moda, lo stilista è chiaro “Detesto l’idea di una “It” Bag, non c’è nulla di più spaventoso di essere “il designer del momento”, perché il momento finisce.” E Mr. Elbaz non ha tutti i torti.
Autore: Sonia Grispo