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Blog #2 Per me sarai sempre amore, Milano.

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Tre giorni prima di salutarti, ancora una volta. Non posso chiamarti casa ormai da alcuni mesi, la mia corrispondenza ha già un altro destinatario, le mie bollette a breve un’altra residenza, mi siedo sui gradini di fronte all’Arco della Pace, di fronte a questo cielo che pare infuocato e brucia dentro, come quello che provo per te.

La prima volta qui avrò avuto dieci anni, ero in visita con la mia famiglia, ricordo quella camera d’albergo comunicante con la stanza dei miei, ricordo una stanza elegante condivisa con mia sorella e quella mantellina per la pioggia con sopra i pinguini. Ricordo la visita al Castello Sforzesco, quel pranzo da Wendy’s, La Rinascente, che era così diversa dalla nostra.

La prima volta da adulta avrò avuto vent’anni, invitata da un brand di bellezza, la stanza in condivisione con mia sorella, che il destino ha voluto a fianco a me ancora una volta. Non mi piacevi, Milano, “sei grigia, triste, piovosa” ripetevo. Nel giro di un paio di anni sei diventata il mio ufficio a cielo aperto, l’appuntamento fisso, la città che non era la mia, quella in cui non vivevo, ma dove come non mai sono cresciuta, diventata adulta. Dove ho partecipato alla prima riunione, discusso il primo contratto, stretto le prime mani per suggellare un accordo.

Sei stata frivola, divertente, appassionante, emozionante. La mia prima Fashion Week, sarà stato il 2010? E poi tutte le altre. L’abbraccio ad Alberta Ferretti, a Jeremy Scott, i backstage di Moschino, la sfilata di Armani, le interviste prima degli show, gli articoli digitali su smartphone minuscoli per pubblicare live articoli per quel noto quotidiano, il driver per correre da una sfilata all’altra, la Camera della Moda per riposarsi, i press day, le presentazioni, gli eventi. La moda.

Sei stata networking, connessione, ispirazione. Volti su volti di persone che insieme a me hanno iniziato la rivoluzione, quella di “in che senso scrivi on-line?”. Sei stata storia. E poi sei diventata casa, quando un giorno Lui mi ha chiesto “e se fosse Milano?” e sono seguiti l’abbraccio pieno di emozione, l’addio a Roma e le valigie per farci entrare tutto, per dire basta ai treni dalla capitale e iniziare a viverti davvero.

Una sorpresa che non mi aspettavo, ecco cosa sei stata per me. È vero che alcune cose vanno vissute in un preciso momento della vita ed io ti ho vissuta in quello che non avrebbe potuto essere più perfetto. Sei diventata subito, per quella tua semplicità di farti vivere, il tuo essere accogliente, aperta, elegante, alla mano quando serve, casa. Il tuo essere raggiungibile in 20 minuti ovunque, il tuo funzionare meglio ogni volta, il tuo saper stupire dopo ogni estate con i tuoi cambiamenti. Sei stata famiglia quando mi hai dato gli amici migliori, la Pasqua mai da sola, i fine settimana a pranzo da Daniel, le birre sui Navigli, i pomeriggi in ufficio da Maria e Martina, il Teatro, lo shopping e le chiacchiere con Simona. Sei stata lacrime, sorrisi, sei stata stronza, sei stata delusioni con le tue persone opportuniste, quelle che ci sono finché serve, sei stata gentile, sei stata casa.

Per me sarai sempre amore, di quelli che quando li rivedi ti batte il cuore, che diventano belli ogni volta di più e ti chiedi come sarebbe stato se. Non ti lascio per sempre, nella mia vita ho imparato che per tutto c’è un tempo e un momento. Preparati a rivedermi ogni volta, con la valigia pronta e l’agenda piena. Sarai il mio ufficio a cielo aperto, sarai la destinazione fissa nei miei biglietti da Londra, non è un addio il mio, è un arrivederci. A presto, Milano.


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