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#100happydays, spopola sul web la sfida per vivere 100 giorni felici con un hashtag

100happydays challenge

100happydays challenge

Sono già più di 2 milioni le foto condivise con questo hashtag, un vero e proprio tormentone che non si basa sul concetto di “vinca il migliore” ma solo il più felice. L’idea è quella di riportare l’attenzione sulle piccole cose, gesti momenti, persone, che ci rendono felici, perché viviamo una vita frenetica, piena di impegni, appuntamenti, agende fitte, e-mail, messaggi, scadenze. E cosa più assurda, ne siamo felici.

Viviamo in una società in cui più sei impegnato più hai una bella vita, dimenticandoci che l’unica cosa di cui varrebbe la pena vantarsi è una vita appagante, ma soprattutto felice. Per riportare l’attenzione sulla felicità è nato #100happydays un sito, un movimento oserei dire, per tornare a parlare della verà felicità.

Come funziona? Per 100 giorni dovrete prendere un impegno con voi stessi postando una foto al giorno con questo hashtag, che ritragga un momento felice della vostra giornata. Non è una gara, una sfida, non c’è un premio nè un podio, l’unico scopo è quello di arrivare fino all’ultimo giorno e raggiungere la consapevolezza che ogni giorno c’è qualcosa che ci rende felici, solo che magari non ce ne accorgiamo o non abbiamo il tempo per farlo.

Se vi state chiedendo perché dovreste partecipare, ecco alcune buone ragioni: Le persone che hanno completato con successo la sfida hanno affermato d’esserse rese conto ci ciò che le rende felici ogni giorno, d’essere state di buon umore ogni giorno, d’aver ricevuto più complimenti dagli altri, d’aver compreso la fortuna che si ha di vivere la propria vita, che si diventa più ottimisti e che ci si innamora perfino, durante la sfida. Potete scegliere di partecipare anche in forma anonima, ovvero senza palesare il vostro obiettivo attraverso l’hashtag #100happydays ma scegliendone uno tutto vostro e comunicandolo attraverso il form sul sito, così da segnalare al progetto la vostra partecipazione. Unica vera regola? Non imbrogliare.

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