Things I Think Today
ILLUSTRATIONS// Christian Louboutin V Neck shoes, potere al rosso, con moderazione
Lei aspetta il treno, in mano un libro aspetta lei, che distratta passa da un rigo all’altro, con i piedi che picchiettano l’asfalto. Lui aspetta lo stesso treno, una volta ha letto lo stesso romanzo, ma null’altro sa di lei. Un suono, la folla che inizia a muoversi, si aprono le porte del treno; non vuole perderla di vista, ma la gente si accalca e li separa. Le scarpe, quelle scarpe rosse che lei indossa, la riconoscerà da quelle. Così sul treno la riconosce, da quelle scarpe rosse.
Lo amiamo ma ci intimorisce, il rosso. Chi non lo indossa rivela di non saper osare, chi ne abusa confessa una voglia matta di apparire, chi invece gioca con gli equilibri e riesce a dosarlo magistralmente, fa la conoscenza del colore più importante in assoluto. Il rosso sulle labbra non fa per tutte, per il resto bisogna saperlo dosare, calibrare se necessario; sugli accessori è un toccasana per il look, ma mi raccomando, occhio agli abbinamenti. Rossetto rosso, scarpe rosse e borsetta in tinta sono assolutamente da evitare, puntate su un dettaglio, al massimo due, ma gli abbinamenti da manichino cinese proprio no! Leggi il resto di questo articolo »
Get your boots dirty! Sorel sceglie le blogger che si sono messe in gioco
Sorel è un marchio di calzature made in Canada, che oggi ha deciso di lanciare l’iniziativa Get your boots dirty, ispirata dalle donne dinamiche, creative ma soprattutto capaci di mettersi in gioco (questo il significato di questo detto, che letteralmente sta per “sporcarsi gli stivali”). La campagna pubblicitaria autunno/inverno 2012/2013 ha come protagonista Leila Janah, una donna affascinante tanto quanto eclettica, autrice di libri e fondatrice e CEO di Samasource, una società nata allo scopo di creare opportunità di lavoro nei paesi con alti livelli di disoccupazione.
Sorel ha scelto alcune blogger che rappresentano lo spirito e l’energia di questa campagna e fra queste anche me e Valentina. Sono trascorsi cinque anni da quando abbiamo deciso di “sporcarci le mani”, rimboccarci le maniche e tirare fuori le idee (ma anche tanto coraggio) per lanciarci in un progetto nuovo, sotto più aspetti, indipendente e “diverso” nel panorama siciliano a cui, pur lavorando sul web e quindi senza precisa localizzazione, per nascita apparteniamo. Abbiamo deciso di fondare una rivista, Spray Magazine, e con questa un progetto editoriale più ampio, un portale all’interno del quale confluiscono tutti gli articoli pubblicati sui nostri blog; abbiamo dato vita ad una società editrice, un’agenzia di comunicazione cresciuta nel corso degli anni. Abbiamo scommesso sulle donne giovani come noi, abbiamo creduto nel potenziale del web e ogni giorno cerchiamo di fare del nostro meglio per continuare su questa strada e fare sempre di più. Avere al mio fianco mia sorella, in costante simbiosi creativa, un’amica più unica che rara, nonchè collega, da a questo progetto una marcia in più, una motivazione maggiore, energia che è per me linfa vitale, non ve lo nascondo. Leggi il resto di questo articolo »
WRITING// Il mio racconto per l’ebook del progetto Intimate Beauty di Monurelle
Mi hanno contattata per una collaborazione diversa dal solito, per scrivere un racconto breve, basato su un tema: la bellezza intima. Scrivere articoli, scrivere di moda, scrivere post, questo è quello che faccio ogni giorno, ma un racconto è qualcosa di diverso, è intimo, è viscerale, scrivere ti mette a nudo ed un tema così non può che spingerti a farlo tirando fuori tutta la passione e le emozioni che scrivere ti trasmette. Ho immaginato una donna, una storia, una casa. Questo è il mio racconto.
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Seduta sul divano, stende sulle gambe ogni sera la sua crema idratante, mentre la tv le tiene compagnia, come un fedele micio che non chiede coccole. Le dita scorrono leggere sulle gambe e accompagnano le note di una musica che vuole credere sia solo per lei; è la melodia di un pianoforte che ogni sera echeggia su per la tromba delle scale, avanza sensuale e raggiunge il terzo piano, si insinua sotto la porta di casa e attraversa il parquet, che non scricchiola al suo passaggio. La musica è gentile, cammina sulle punte, non chiede permesso ma non è invadente, perché nessuno le risponde mai di no. Intorno a lei i libri ricoprono le pareti, sorreggono lampade e affollano uno stanzino dentro cui si nascondono Oliver, Rossella e il Signor Darcy. Sono i libri a raccontarle la vita che ha smesso di vivere, per scontare la sua colpa, quella di essere invecchiata, d’aver vissuto 45 primavere, prigioniera di un corpo difettoso. Lui l’aveva sposata, amata, aveva fatto progetti insieme a lei, aveva immaginato una casa grande piena di bambini mai arrivati; così aveva trovato qualcun altro che potesse realizzare quel progetto, un’altra donna, così giovane da recuperare il tempo perduto e ricominciare da dove lei aveva fallito. A lei era rimasta una casa troppo grande, un corpo che le ricordava ogni giorno la sua colpa e i libri, collezionati insieme ma lasciati indietro nel trasloco, insieme a lei. Solo le gambe erano rimaste quelle di un tempo e per questo, ogni sera, le idratava, per prendersi cura di quella piccola parte di lei che non era cambiata da quei giorni felici.
Mentre insegue i pensieri, in tv un film rincorre la sua trama fino ad una frase «Sai cosa mi hai fatto? Mi hai fatto venire voglia di vivere. Io vivo, senza di te». Quelle parole hanno il suono di un piatto che cade e si rompe sul pavimento. Aveva smesso di vivere, abbandonata, estromessa da un progetto di vita a due, rea di non aver potuto dare a lui quel che avevano desiderato insieme. Mai si era fermata ad accusarlo, odiarlo per averla sostituita. Aveva trascorso tre anni sopravvivendo, sentendosi brutta e inadeguata da non riuscire a guardare l’immagine riflessa nello specchio. Lui le aveva fatto venire voglia di non vivere e lei gliel’aveva concesso, rintanandosi in una casa in cui la solitudine riecheggiava e nessuno varcava più l’uscio. Eccetto quella musica, se c’era qualcosa che l’aveva fatta sopravvivere in quegli anni era lei che, dopo aver percorso sfacciata le stanze vuote di un appartamento che non l’aveva invitata, le sbatteva contro. Mentre le note continuano a echeggiare apre la porta e scende di gradino in gradino, inseguendo il suono fino a quella porta di rovere scuro, che vibra sotto i polpastrelli. Accosta l’orecchio, mentre una mano trova il campanello. Il pianoforte si zittisce, fa un passo indietro mentre il cuore sussulta, vorrebbe non aver percorso quei gradini, vorrebbe tranciare la mano, dissociarsi e darle la colpa, ma intanto lui ha aperto la porta e sta lì in piedi. I capelli scuri e mossi, gli occhi grigi che la fissano. E’ bellissimo e quasi le toglie il fiato, non abbastanza per fermare le parole che, disobbedienti, le escono di bocca. «Ciao, sono Sara, mi hai fatto venire voglia di vivere». Aveva smesso di amare se stessa, si era punita privandosi dell’unico affetto senza cui non si può sopravvivere, il proprio. Non c’è sguardo più severo di quello che si può concedere alla propria immagine riflessa.
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Questo racconto breve fa parte dell’iniziativa lanciata da Monurelle “Intimate Beauty”, di cui sono madrina insieme ad altre 3 blogger, per la realizzazione di un ebook (costo 0,99€) in vendita dall’8 marzo, i cui proventi andranno interamente a favore di Terre des Hommes, la onlus fondata che si impegna a proteggere i bambini da ogni forma di violenza e abuso, a garantirne il diritto alla salute, all’educazione e alla vita. Se anche voi avete un blog e volete partecipare all’iniziativa, potete pubblicare (entro il 17 Febbraio) un post (battute minime 500, massime 2500) che contenga un racconto breve basato sul tema della bellezza intima e compilare il form che trovate cliccando sul banner qui sotto.
DIY// Mood bracelet, come realizzare il bracciale che racconta quel che provate
Personalizzare è uno dei termini più ricorrenti quando si parla di moda, la creatività però non è di tutti, nè tanto meno la manualità, non tutti sanno scucire e dare nuove forme agli abiti o sono capaci di dilettarsi in complessi DIY. Ci sono però piccole chicche alla portata di tutti, come il mood bracelet, l’ho rinominato così, ma in fondo può raccontare uno stato d’animo, un sentimento, ma anche semplicemente riportare una frase per voi importante, una parola che ha un particolare significato…
Come si realizza? la tecnica è più o meno la stessa che ho utilizzato per gli le grucce in legno su cui ho impresso frasi “motivazionali” in questo tutorial. Vi basta acquistare degli economicissimi trasferibili (o trasferelli che dir si voglia) in cartoleria, procurarvi un bracciale in acciaio, magari laccato come quello che ho utilizzato io (è di H&M, comprato l’anno scorso credo) e applicare sopra le lettere componendo la frase che volete imprimervi. Fate attenzione che il materiale non faccia scivolare via le lettere e dopo aver composto le parole che avete scelto, passate sopra uno strato di smalto trasparente per fissarle. Facile no?!
D.I.Y. Motivational Hanger, ovvero come realizzare una gruccia motivazionale
Apriamo l’armadio ed è un caos, forse non nell’organizzazione e disposizione dei capi (specialmente se avete seguito i miei consigli in “Come vivere alla moda” eheheh), ma sicuramente nella vostra mente. Aprendo l’armadio capita di chiedersi “e adesso cosa mi metto?”, dipende dai giorni, spesso complice l’umore o la cara SPM (ndr. Sindrome PreMestruale), giorni in cui sembra che tutto ci stia male. Sarebbe utile che i classici “diavoletto e angioletto” si trasformassero in Enzo Miccio e Carla Gozzi o i Murr, suggerendo cosa indossare e facendoci sentire subito più belle. Ma in attesa di una fiaba in cui la fata turchina sia una stylist à la Zoe Rachel, ecco una gruccia motivazionale, che ci suggerisce cosa indossare e ci assicura di essere assolutamente impeccabili.
Cosa vi serve?
- 1 gruccia di legno (io ho usato quelle bianche di Ikea)
- 1 foglio di trasferelli (li trovate in cartoleria, io li ho pagati 1,30€)
- 1 matita ed 1 penna
Come procedere?
Con il bordo del foglio, servendovi di una matita, tracciate una riga retta. Prendete il foglio di trasferelli, rimuovete la protezione sul retro, poggiate i trasferelli sulla gruccia e con una penna tracciate un cerchio pieno sulla lettera che volete imprimere sul legno. Cercate di mantenere la stessa distanza da ogni lettera e di distaccarvi quanto basta tra una parola e l’altra. Cancellate con una gomma i segni della matita facendo attenzione a lle lettere et voilà. Il gioco è fatto. Leggi il resto di questo articolo »
T&TC Quotes// It’s better to be blonde
Non me ne vogliano le more e le rosse, ma devo tentare ogni mezzo per convincere una mia amica a non coprire per l’ennesima volta i suoi capelli biondi, perchè per quanto le possano donare tutti i colori dell’arcobaleno: chi nasce bionda non muore decolorata, non era così il detto?!
D.I.Y. Trend and The City freebies #2: la Shopping List per affrontare i saldi
I saldi sono arrivati e non posso che riproporvi il post sulle “8 regole da seguire per sopravvivere ai saldi e fare veri affari”. Voglio condividere con voi un metodo utile per fare acquisti secondo logica: si tratta di una lista in cui annotare ciò che avete intenzione di acquistare approfittando degli sconti. E’ utile sia per gli acquisti on-line sia per quelli in negozio, per non vagare per i negozi (o le pagine web) senza una meta ben precisa ma avere un percorso pre-tracciato a cui aggiungere solo qualche eccezione, così da non sforare il budget.
Come sempre potete scaricare il file cliccando sul pulsante qui sopra e, se vi va, cliccando su “pay with a tweet or Facebook” potete condivedere il link sui vostri social network prima del download. Compilate la lista annotando gli acquisti in base alle tendenze di stagione (glitter e pitone, per esempio) prendendo nota di capi che non avete acquistato a prezzo pieno perchè rappresentano un amore passeggero, nell’altra colonna trascrivete invece i capi ever green (cappotto e jeans dall’ottima vestibilità sono un esempio) che vanno acquistati preferibilmente non nei negozi low cost, perchè durino nel tempo.
Per finire, due colonne sono dedicate a scarpe e borse (se avete in mente acquisti importanti i saldi sono il momento più opportuno) e a intimo e collant. Regola non trascurabile per ogni donna è infatti “rinnova il tuo inimto e butta via slip e reggiseni dai tessuti sbiaditi, merletti sgualciti e elastici allentati”. Perchè non solo ciò che si vede a prima occhiata è importante, ma anche e sopratutto ciò che indossate sotto strati e strati di tessuto, perchè è quello che vi da sicurezza. Leggi il resto di questo articolo »
D.I.Y. Trend and The City freebies #1: le etichette per organizzare gli accessori
Chi ha l’armadio ordinato a Capodanno ha l’armadio ordinato tutto l’anno, fra i buoni propositi di ogni fashion addict e amante dell’ordine in generale questo è probabilmente fra i più auspicabili, avere decine di borse e scarpe, accessori e gioielli e spargerli senza controllo fra cassetti, portagioie e simili equivale a possederne il 10%. Volete mettere la bellezza di avere tutto sotto controllo e poter cambiare sempre?
Per questa ragione l’ordine è importante, aiuta a non dimenticare sul fondo di un cassetto un bracciale acquistato a Portobello, per non perdere di vista quella collanina scovata in quel negozietto vintage o la cinturina che una volta era della mamma. Mi piace organizzare i miei accessori in piccole scatole e di recente ho pensato che sarebbe stato ancor più comodo mettere su ognuna un’etichetta per ricordarmi esattamente dove-cercare-cosa, senza ritrovarmi ad alzare freneticamente i coperchi come se fossi l’assistente di un apprendista mago.
Il risultato è un simpatico D.I.Y.: delle semplici GlossyBox ormai vuote (potete utilizzare anche altre scatole, il cui coperchio non supera i 16,5 cm di altezza, se sono più piccole vanno comunque bene), su cui ho applicato delle fascette che ho realizzato. Basta stamparle su un normalissimo foglio da stampante, ritagliarle ed incollarle sulla scatola con un po’ di colla stick et voilà, il risultato è decisamente elegante, non credete? Ho creato 4 etichette: gioielli (collane e anelli), cinture, guanti e cappelli di quelli in lana, poco ingombranti) e bracciali (per i bangles più ingombranti). Potete scaricare il file .zip contenente le 4 etichette cliccando sul pulsante in basso, ovviamente gratuitamente.

UPDATE
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D.I.Y. // Do It Yourself, da barattolo di patatine Pringles a salvadanaio glamour
Fosse per me acquisterei decine di block notes, post it, matite, evidenziatori, tutto ciò che riguarda la cartoleria, il risultato è un armadio pieno di scatole stracolme di tutto ciò che un “art and craft studio” dovrebbe possedere (parlando di art&craft mi viene in mente quando scelsi questa attività fra le altre durante una delle vacanze studio all’estero e venni colta dal desiderio di rubare tutto ciò che era a portata di mano, desiderio ovviamente frenato all’idea d’essere rimpatriata per furto di colla e forbici). Ho sempre pensato che questa passione per la cancelleria fosse segno di un “animo artistico” che da sempre si fa spazio nella mia quotidianità, non mi spiego però il medesimo interesse per i salvadanaio…
Ad ogni modo qualche mese fa, colta dalla voglia di acquistare l’ennesimo salvadanaio – che come di norma avrei poi svuotato solo dopo due settimane – ho deciso di realizzarne uno fai-da-te e quale miglior strumento di partenza del famoso barattolo di patatine Pringles? Dopo aver ingurgitato un barattolo di Pringles alla benedetta paprika, al solo scopo di sperimentare la mia idea, ho poi sfogliato alcune riviste (Harper’s Bazaar) ritagliando le pagine che più mi allettavano (e di cui avrei potuto privare i magazine in questione) ed ho semplicemente incollato i fogli (solo due, di cui uno per metà) intorno al barattolo, sopra ho fissato il tappo con dello scotch e con una forbice ho ritagliato una fessura di qualche millimetro di larghezza per poter inserire i soldi. Strano ma vero non ho ancora aperto il mio salvadanaio, mi piace così tanto su quella scrivania e sono così orgogliosa del mio DIY elementare che ho deciso di aspettare che sia stracolmo prima di aprirlo. Dopo il porta-cucito trasformato in porta-accessori ecco un altro oggetto che scopre un nuovo utilizzo.
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D.I.Y. // Do It Yourself, da antico porta-cucito a porta oggetti e accessori
Mia nonna lo usava per conservare ed organizzare il necessaire per il cucito, credo lo utilizzi ancora. Da bambina se mi capitava di trovarmi a casa di qualche persona anziana che lo possedeva o magari dalla sarta, ero sempre attratta da quegli scompartimenti magici dove chissà cosa potevi trovare. Io non rammendo, non riparo e non credo nulla con ago e filo, ma quando mi sono imbattuta in questo vecchio porta-cucito non ho potuto fare a meno di portarlo a casa e riverniciarlo per trasformarlo in un comodissimo portaoggetti e accessori.
Come potete vedere è stato abbastanza semplice, ho semplicemente utilizzato un pennello a base larga, della pittura adatta per il legno e non ho avuto bisogno di scartavetrare né passare prima uno strato di cementite vista la base piuttosto uniforme ed il colore naturale. Il risultato mi piace molto e si sposa perfettamente con l’arredamento della mia camera. Dopo il Click qui sotto altre foto.
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