Things I Think Today

Long skirt: La gonna lunga con sneakers o scarpe stringate per un look comfy

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Vi ho parlato delle skort, un ibrido fra shorts e skirt, più semplicemente note come gonne-pantaloncino, vi ho parlato anche della longuette, la gonna che sfiora il polpaccio, prepotentemente tornata di moda, anche se realmente non ci ha mai del tutto abbandonati, oggi vi parlo delle gonne lunghe, lunghissime, che sfiorano terra e coprono i piedi.

Con tacchi alti o ballerine, con snakers o delle stringate, gli abbinamenti e gli stili sono innumerevoli, l’abbinamento che funziona meglio durante il giorno abbina gonne (o abiti) lunghi e scarpe sportive, perché sono comode, pratiche e smorzano i toni anche del capo più ricercato. Io ho scoperto che mi piacciono tantissimo e basta aggiungere una t-shirt per completare il look, aggiungendo un giubbino in pelle o di jeans. Leggi il resto di questo articolo »

Organizzare un brunch: cosa cucinare, come apparecchiare e qualche extra

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Quando il mio compleanno stava per avvicinarsi (il 4 Aprile) ho pensato che sarebbe stato un venerdì e che io sarei stata per lavoro a Firenze, quindi posticipare i festeggiamenti con gli amici alla domenica (sabato avevo già un altro compleanno da festeggiare), mi è sembrata la scelta migliore, soprattutto perché se dico domenica dico brunch ed avendo voglia di inaugurare per la stagione primaverile in giardino, avevo già in mente cosa organizzare.

Per chi non lo sapesse brunch è letteralmente l’incontro fra breakfast e lunch, colazione e pranzo, quindi un pasto che unisce piatti da colazione a portate più adatte all’ora del pranzo. In sostanza consiste in una serie infinita di dolci, salati e abbuffate varie che giustificano la quantità industriale di cibo con il fatto che inizi a mangiare a mezzogiorno e finisci più o meno all’ora di un pranzo normale (al sud) quindi le 14:00. Ironia a parte, questa abitudine è stata importata da altri paesi e, come sempre più spesso accade, in Italia l’abbiamo fatta nostra. Leggi il resto di questo articolo »

Donne che amano… dire di no alle abitudini sbagliate, alle ingiustizie, alla gente

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No a chi si prende troppo sul serio e dice di non farlo sparandosi un selfie. No a chi crede d’essere arrivato mentre è ancora a metà strada, no al malumore, alla negatività e al malessere autogenerati. No alle domeniche chiusi in casa quando fuori c’è il sole, alla carta igienica che finisce in bagno, quando non c’è nessuno nei paraggi a cui puoi chiederla, no a vivere da soli se possiedi bracciali troppo difficili da allacciare. Leggi il resto di questo articolo »

Selfie, istruzioni per l’uso: gli effetti collaterali e le cose da non fare

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Selfie, selfie, selfie… Selfie sta per autoscatto, la versione digitale dell’autoritratto, una scoperta niente affatto nuova se si pensa che Frida Kahlo, Rousseau, Chagall e Matisse, tanto per dirne alcuni, conoscevano bene l’arte di osservare se stessi. Certo non voglio far passare i selfie dei bimbi-minkia come arte, ma se parliamo di origini del fenomeno… ad ogni modo nel 2013 questo termine è entrato ufficialmente nel dizionario, il che rende questa pratica non più solo adolescenziale, ma un gesto universalmente riconosciuto.

I teenager posano, gli adulti posano, non c’è differenza di età e di sesso, qualcuno forse lo fa con l’ostinata duck face, qualcun altro con espressione seria e convinta, ma il gesto di puntare la fotocamera dello smartphone verso sè stessi accomuna tutti. Alzi la mani chi non ne ha mai scattato uno! Vero è anche, però, che puntando la fotocamera verso se stessi ci si può palesare come narcisisti, egocentrici e soprattutto si può andare incontro ad una serie di effetti collaterali. Nessuno vi dice infatti che gli autoscatti hanno delle controindicazioni. Leggi il resto di questo articolo »

StoryTelling: una gonna Alberta Ferretti fra le vie di Roma, il Pincio e Villa Borghese

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Suona il portiere “C’è un pacco per lei”, esco in giardino inizio a scartare la scatola, tiro fuori un porta abiti che ricorda tanto quello dei matrimoni. Tiro giù la cerniera e la vedo: la gonna della Collezione Bridal di Alberta Ferretti, che aspettavo, bella, vaporosa, principesca, con un sorriso la accolgo, mi sento già una donna nuova. La ripongo accuratamente al suo posto e non trascorre troppo tempo prima che Margherita Calati (fotografa che apprezzo e con cui ho già collaborato per alcuni shooting per Spray Magazine) mi confermi d’aver preso i biglietti del treno per venire a Roma.

Come per gli articoli, anche le foto nascono da una traccia, un tema, un mood, in questo caso l’obiettivo era raccontarvi una gonna che è sinonimo di lusso, bellezza, fascino ed opulenza, in una chiave urbana e contemporanea. La location? Roma, i suoi vicoli, le sue strade, la sua gente. Un’edicola dove comprare le riviste preferite, davanti cui è posteggiata una vecchia Fiat 500 azzurra, un negozio di antiquariato dove scovare per caso una piccola Olivetti (“Proprio quella che si vede nella fiction con Zingaretti” mi informa il proprietario), le accecanti scalinate del Museo dell’Ara Pacis, dove srudenti di fotografia si esercitano scattando grazie al sole che rimbalza sulle pareti, il verde di Villa Borghese e la vista mozzafiato dalla terrazza del Pincio, sono solo alcuni degli scorci di Roma che ho attraversato durante quella bellissima giornata di sole. Leggi il resto di questo articolo »

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