Donne che amano…
Donne che amano…il gusto audace del cambiamento, dalle papille gustative in giù

Da bambina mangiavo la pasta alla norma scartando le melanzane, oggi adoro il sapore inconfondibile che danno. Da piccola non amavo i gusti particolari e sono stata sempre molto semplice in fatto di palato, oggi il piccante non deve mancare sulla mia tavola almeno una volta alla settimana; prima sperimentavo poco e niente, oggi mi piace chiudere gli occhi e lasciarmi sorprendere. Sono cambiamenti che non riguardano solo il palato: concedersi la possibilità di rinnovarsi, di cambiare, di lasciarsi stupire e stupire se stessi, non è un discorso puramente culinario ma riguarda l’animo umano. Non concedersi il lusso del cambiamento, restare fermi nelle proprie convinzioni, non dare la possibilità al mondo di farsi scoprire, è qualcosa che lede non solo le papille gustative ma lo spirito.
Ieri il mio fidanzato mi ha proposto un pranzo al ristorante giapponese e non ho resistito alla voglia di novità. Avevo già provato il sushi e lo consideravo un’alternativa ad un happy hour classico, poi a Londra mi sono ricreduta sugli hoso maki ed ho scoperto che il sushi vegetariano ha il suo fascino, ma non sapevo che c’era ancora tutto un mondo ancora da scoprire fra yakisoba, tempura e donburi. Così oggi c’è un altro ristorante nella mia lista dei preferiti, se vi interessa si tratta di Moroboshi sushi fusion.
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Donne che amano…andare in vacanza

In questi due mesi ho fatto 6 valigie, preso 7 aerei e vissuto attimi da ricordare. Fra lavoro e divertimento sono passata dalla città della moda Italiana, Milano, alla capitale, Roma, con una lunga e intensa sosta nella capitale della capitale britannica, Londra, per raggiungere il mio fidanzato dopo qualche settimana di lontananza. Senza mai andare veramente in ferie. Oggi faccio le valigie in direzione relax e mi godo giorni di riposo e silenzio assoluto, fra mare ghiacciato, cielo azzurro, libri, musica e infinite coccole. Ci vediamo presto.
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Donne che amano…le serie tv in streaming

Greek, Gossip Girl, 90210, 100 Questions, Grey’s Anatomy, Desperate Housewifes…sono solo alcune delle serie tv che seguo, qualcuna a singhiozzo, qualche altra più assiduamente e che guardo (rigorosamente in streaming) nel tempo libero, ovvero in tarda serata, quando sono troppo stanca per uscire e preferisco rilassarmi davanti alla tv. Serie tv che concedono il lusso di vedersi catapultate in città lontane, in quartieri residenziali dove vivono improbabili amiche perfette, ospedali in cui amori e tradimenti sono la ricetta perfetta per ogni cura e appartamenti dove o coinquilini sembrano tutti essere usciti da Friends.
Possono sembrare parecchie (e ne mancano altre all’appello) ma per chi come me segue le serie tv in streaming, sono nella norma, peraltro le versioni in lingua o sottotitolate uniscono l’utile al dilettevole, quindi il piacere è doppio. Preparare una tazza di latte colma di cereali cheerios e far partire a tutto schermo Megavideo è uno dei modi più rilassanti (dopo un bagno caldo ed un libro da leggere sotto un albero) che io conosca per concludere una giornata. Di recente, mentre aspetto che ritornino dalla pausa estiva i protagonisti delle serie che preferisco, ho scoperto un nuovo telefilm in onda su ABC Family, dal titolo “Pretty Little Liars”, quattro belle adolescenti dagli ottimi gusti in fatto di abbigliamento, lontane dal marketing martellante di Gossip Girl, coinvolte in un mistero in puro stile Desperate Housewifes. Una serie frivola ovviamente, ma se amate i serial tv poco impegnativi questo potrebbe fare al caso vostro. Inoltre è una delle poche (forse unica) serie tv in cui ho visot comprare un vestito Zara (in partioclar elo scamiciato blu con rondini simil Miu Miu).
Donne che amano…scoprirsi

Tempo d’estate, tempo di sole, di granite, gelati e primi bagni…almeno così dice il calendario ma fuori l’estate sembra avere il singhiozzo: viene e va, porta con se un’ondata di caldo improvvisa e poi tira fuori il vento che fa venire la pelle d’oca. Il cielo sembra sempre indeciso e non sai mai cosa mettere (il problema è sempre quello, alla fin fine). Sandali o no? shorts o jeans? porto il copri abito? e finisci con l’avere un auto che somiglia ad un armadio, con decine di opzioni e ricambi per non farti cogliere impreparata.
Se i Maya avevano ragione e la fine del mondo arriverà nel 2012 il mondo si sta divertendo a darci le prime anticipazioni, ma se proprio dobbiamo vivere gli ultimi due anni su questo pianeta che almeno ci consentano di prendere il sole a fine Maggio, fare colazione con granita e brioche e sfoggiare i nostri abitini in chiffon. Seppure il titolo pare introdurre un ragionamento introspettivo che trova le sue fondamenta nella rivelazione del proprio io, quello a cui in realtà mi riferisco è la voglia di scoprire le gambe, le braccia, sentire il tepore del sole sulla pelle e intravedere i primi segni dell’abbronzatura. Capisci che è estate quando sul polso noti il bianco sotto l’orologio e che i raggi del sole stanno facendo il loro dovere, quando le lentiggini fanno capolino dopo cinque mesi d’inverno e sui capelli noti i primi riflessi. La settimana scorsa ho tirato fuori gli shorts e non ho indossato le calze, ho lavorato in riva al mare godendo della brezza marina e il canto degli uccelli e mi sono ripromessa che questo week-end mi sarei rilassata in spiaggia: ma oggi mentre prendevo il sole d’un tratto m’è parso che qualcuno mi facesse ombra e aprendo gli occhi ho scoperto un’ondata di nebbia che imperversava all’orizzonte. Che sia chiaro…qui si aspetta l’estate e si pretende che arrivi. Adesso.

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Donne che amano… rivoluzionare/rsi

Da piccola la varietà di cibi che mangiavo si contava sulle dite di una mano, mi sarei stupita se mi avessero detto che a distanza di 10 anni avrei apprezzato cibi, sapori e gusti che un tempo mi disgustavano. Fino a qualche anno fa i tacchi li portavo solo nelle grandi occasioni e mai avrei pensato di calzare un tacco 12. C’era un tempo in cui i capelli li tagliavo solo dopo un lungo processo di auto convincimento e, matematicamente, dopo il famoso “cut” piangevo, pentita del fattaccio, oggi vado dal parrucchiere, mi rilasso sulla sedia massaggiante e guardo lo specchio sporadicamente mentre sfoglio una rivista.
Da piccola seguivo le mode del momento e scandivo il tempo che passava, ripercorrendo con la memoria le stagioni, basandomi sulle tendenze. C’era il tempo delle Dr.Martens, alle scuole medie, delle Superga, alle elementari, delle Perry Ellis al ginnasio e via dicendo…una scarpa per ogni anno della mia adolescenza. Oggi scrivo di tendenze invernali quando fuori ancora è primavera e mi trovo a scrivere dei mesi successivi accelerando l’ora e il calendario. Peluches, poster e foto hanno trovato posto in scatoloni accatastati in garage e le pareti della mia camera oggi sono lilla, piene di quadri e cornici, per truccarmi non uso più lo specchietto delle trousse di stagione Pupa, ma il grande specchio della mia toletta, nel mio armadio fanno bella mostra di se borse rigorosamente appese, scarpe ordinate per colore e le collane sono riposte dentro un porta-cucito che stava per essere buttato via.
Le donne di oggi sono descritte come frivole e superficiali, seguono la moda, leggono riviste e spendono in borse, scarpe, trucchi e vestiti. Le donne di oggi non sono solo questo però , molte vivono le epoche tracciandone i confini a suon di tacchi, lavorano, studiano, amano l’arte e la fotografia, non scattano solo foto da macchinetta usa e getta, sono amanti del bello e non accettano che qualcuno gliene faccia una colpa. Sono donne che amano rivoluzionare e rivoluzionarsi, a cominciare dal proprio guardaroba.


Donne che amano…vivere in un film

I film hanno il preciso scopo di farci vivere in un costante senso di insoddisfazione. Il principe azzurro propinatoci sin da piccole nelle fiabe diventa nei film l’uomo perfetto che ti porta da Tiffany e ti regala un diamante, che si arrampica fino alla tua finestra solo per un bacio, che prenota un tavolo sulla Tour Eiffel per chiederti di sposarlo o ti regala una Birkin. Ma non resta tutto strettamente legato all’ambito “amore e passione”, usciti da un cinema ci ritroviamo a desiderare una casa con giardino e steccato bianco, un cane che ci porta il giornale, il caffè lungo nel bicchierone di carta, il cinese come take-away, il taxi per muoverci in città e il telefono con il filo chilometrico da sbobinare lungo tutta la casa (anche se adesso esistono i cordless e il cellulare).
Succede così che rimproveriamo il nostro fidanzato di non essere abbastanza romantico perchè non ci porta a vedere la luna che si riflette sul mare, per poi scoprire che è un fenomeno piuttosto improbabile da beccare nel momento in cui lo si desidera, soprattutto se il giorno dopo devi alzarti presto per andare a lavorare, cosa di cui nessuno sembra preoccuparsi nei film. O ci rimproveriamo di essere poco impulsive perchè non abbiamo mai corso a piedi, di notte, sotto la pioggia, senza il cappotto (con trucco e capelli impeccabili) per inseguire un amore impossibile, senza riflettere sul fatto che poi nei film nessuno si ammala per il freddo accumulato, ma anzi compare inspiegabilmente asciutto nella scena successiva.
E così desideriamo una cucina diversa, abitudini diverse, un fidanzato più romantico ma al tempo stesso con i piedi per terra, desideriamo prendere il taxi, mettere le bottiglie del latte fuori dalla porta, la cassetta delle lettere, il polmone verde in piena città in cui andare a correre anche se a casa non ci alziamo dalla scrivania nemmeno per far pipì, la maxi pizza da dividere con gli amici, anche se quando usciamo la sera ne mangiamo una ciascuno, il caffè americano, seppure l’ultima volta che l’abbiamo bevuto in vacanza abbiamo versato dieci bustine di zucchero dentro per dargli un qualsiasi sapore e l’unica cosa che abbiamo ottenuto sono stati dei crampi allo stomaco.
Insoddisfazione, ecco cosa provocano i film, quel perenne senso di critica a ciò che abbiamo e desiderio di ciò che potremmo avere. Come un armadietto a scuola. Fra le tante cose viste nei film, questa è una di quelle che da adolescente volevo e qualche giorno fa, aprendo una delle ante del mio armadio, ho scoperto di averlo inconsciamente ricreato, non sarà proprio uguale ma sin da piccola mi sento ripetere che vivo in un film e da quando ho trovato un fidanzato che dai film sembra esserci davvero uscito, penso che in fondo vivere in un film non sia poi così male.
Donne che amano…prendersi una pausa

Scusate la latitanza di queste ultime settimane e gli aggiornamenti non sempre costanti, ma sono stata rispettivamente trattenuta lontano dal mio computer da: un San Valentino sulla neve, due feste in maschera in occasione del Carnevale ed un’ennesima fuga sulla neve. A volte una pausa da tutto è necessaria, anche due.
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Donne che amano…le mezze stagioni

Se lo dite a voce alta vi sembrerà di sentire parlare vostro nonno, se brontolate per il troppo freddo vi diranno che in estate fate lo stesso per le alte temperature e se vi beccano a pregare per l’arrivo della primavera vi tacceranno d’essere incontentabili. Ma quale donna dopo oltre quattro mesi di cappotto, capelli, sciarpe e guanti, non desidera tirare fuori gli abiti leggeri in chiffon, gli shorts e i sandali? chi non desidera non dover comporre i propri look con strati e strati, ma affidarsi ad un unico capo, con la certezza di poter giocare con gli accessori senza dover infilare la camicia dentro i jeans, la sciarpa sotto il cappotto, le calze sotto i pantaloni e i guanti fra la giacca e il soprabito?
L’estate rende la vita più facile, non serve vestirsi multistrato per evitare di sciogliersi nei centri commerciali o in ufficio dove i riscaldamenti raggiungono temperature africane, e se non si può sperare che le stagioni durino a nostro piacere, che almeno si mantengano le mezze stagioni, per permetterci di indossare anche i giubbini leggeri, gli stivali con gli short e il trench, senza avere tropo caldo o troppo freddo.
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Donne che amano…l’indecisione prima di comprare una borsa

C’è chi ingaggia personal shopper a distanza e fa acquisti su commissione, senza scomodarsi da casa e chi non rinuncerebbe mai all’emozione di entrare in un negozio e aggirarsi di fronte agli scaffali indecisa sull’acquisto da fare. Ma c’è anche chi in negozio ci va e l’indecisione dura poco se puo’ permettersi di comprare una Chanel senza pensarci due volte e chi come me entra in negozio, guarda la borsa che già per diversi mesi (o più) ha bramato e desiderato e la prova, riprova, tocca, annusa e immagina in inquantificabili look e contesti differenti e spesso esce dal negozio a mani vuotee “magari ci penso ancora un po’”.
Ma l’indecisione e persino la delusione fanno parte di quella moltitudine di emozioni che quell’affascinante mondo che è la moda suscita in noi. Una borsa avrebbe lo stesso fascino se la potessimo acquistare senza nemmeno guardare il cartellino? ci emozionerebbe ugualmente stringerla fra le mani senza prima averla invidiata per mesi o anni a chi la sfoggiava per strada? la moda ci farebbe sognare così tanto se potessimo permettercela senza sforzo? forse no…disse la volpe non potendo arrivare all’uva. O forse vorremmo poter provare almeno una volta l’emozione di entrare in un negozio e acquistare una borsa senza buttare uno, due ma anche tre occhi al prezzo, senza pensare alle rinunce e ai sacrifici e senza tornare a casa dicendo a se stesse “è l’ultima, lo giuro”…
[images via Jak&Jill]
Donne che amano…esaudire i piccoli desideri (Miu Miu Bow Bag)

Ci sono sogni e sogni ed esistono desideri e desideri, alcuni possono cambiarti la vita, altri semplicemente renderla più piacevole. Quando alcuni si interrogano su cosa spinge le persone a spendere i propri soldi in oggetti come scarpe e borse, io rispondo che è un modo per coccolarsi, esaudire desideri modaioli, probabilmente frivoli, aiuta a migliorare la propria qualità della vita. Camminare sulle scarpe preferite allieta anche le più lunghe passeggiate e non c’è peso che ci stanchi se è contenuto nella borsa che abbiamo tanto desiderato.

A volte mi chiedo se proverei la stessa sensazioni di sublime piacere di quando tocco con mano per la prima volta la borsa che ho desiderato per mesi o anni, se potessi comprarla senza pensarci troppo su, se potessi attingere al mio conto, far passare la carta in negozio, senza fare troppi calcoli e senza sentirmi così incolpa. E ogni volta mi rispondo “intanto datemi tutte le borse che voglio, poi vi faccio sapere”. Questo Natale ho ricevuto in regalo lei, la Miu Miu Bow Bag in pelle grigia, è stato amore a prima vista e quando l’ho scartata sotto l’albero la notte di Natale, è stato come se l’avessi vista per la prima volta. Un’emozione unica. Dicono che il primo figlio sia più o meno tanto emozionante (scherzo, ovviamente).












