Facebook Image and video hosting by TinyPic IYouTube IYouTube

BLOG PARTNER
Beauty & The City Look & The City
seguimi su Bloglovin

Donne che amano…

Donne che amano… dire grazie

Accade il quarto giovedì di Novembre, succede in America ma non in Italia e viene spontaneo chiedersi perchè noi, che di rubare tradizioni e festività non siamo mai sazi, abbiamo fatto nostro Halloween ma non il Ringraziamento. Come se non avessimo bisogno di dire grazie, come se non avessimo nulla per cui ringraziare, Dio, la vita, il destino… chiamatelo come volete. Accade oggi, oggi è il Ringraziamento e allora perchè non fare anche questa festa un po’ nostre, anche senza il tacchino, anche senza le recite con i pellegrini e le tavole imbandite, semplicemente ritagliandoci qualche minuto per dire grazie?

Grazie a chi ci sta ogni giorno accanto, grazie a chi rende la nostra vita speciale, grazie a chi ci ama, che ci fa sentire forti, grazie a chi stima, che ci fa sentire pronti a tutto. Grazie alla vita, che ci regala ogni giorno un motivo per sorridere ed uno per piangere, che non sembra però mai abbastanza valido per rovinarsi una giornata; grazie al cucciolo che sotto le coperte ti abbraccia dormendo, grazie all’amica che ti dice che le manchi, grazie a chi ti fa ridere di gusto, grazie a chi ti guarda negli occhi e a chi ti stringe la mano, a chi ti fa riflettere, a chi ti sgrida e a chi non lo farebbe mai. Grazie perchè ogni giorno siamo fautori del nostro destino e perchè al tempo stesso siamo pedine di una storia non ancora scritta. Grazie per un grazie è dovuto, sempre.

Leggi il resto di questo articolo »

Donne che amano… prepare dei cornetti alla nutella in casa in 15 minuti

Una domenica mattina di Novembre, la sveglia non suona ma un sole inatteso fa capolino dalle fessure della finestra. Ti svegli con la voglia di qualcosa di dolce, ma di andare al bar non hai nessuna voglia, non c’è niente di meglio di una colazione in casa con una tazza di caffè d’orzo fumante e… dei cornetti caldi. Questo è stato il mio risveglio e per soddisfare la mia voglia di croissant ho deciso di seguire una delle semplicissime ricette di Benedetta Parodi, tratte dal suo libro “Cotto e mangiato”. Perfetta pr chi come me non ha grandi doti da applicare in cucina.

Necessario: pasta sfoglia rotonda (la trovate al supermercato), Nutella o marmellata (io li ho fatti misti), zucchero a velo (piacere).

1. Aprite la confezione di pasta sfoglia, con un coltello dalla lama sottile tracciate una riga verticale ed una orizzontale. Otterrete 4 spicchi grandi. Potete tagliare ulteriormente gli spicchi se volete cornetti piccoli da gustare in pochi morsi. Leggi il resto di questo articolo »

Donne che amano… la propria metà maschile, essere forti e fragili

Rosa. Nei bagni a scuola era il colore degli omini sulla porta dei bagni delle femminucce, sulla culla è il colore del fiocco o dei nastrini per la bimba appena nata. Ma chi l’ha stabilito? nel mio armadio il rosa, nel suo colore più acceso e vivace, vive da sempre un periodo di buio, ricordo vagamente un nastro rosa fra i capelli durante una recita, il vestito da tamburina di un carnevale dell’89 e il tulip dress di Valentino. Ma davvero, chi l’ha stabilito che il rosa è per le bambine e l’azzurro per i maschietti? che noi dobbiamo giocare con le bambole e loro con le macchinine? Chi ha stabilito che a noi piace la danza e a loro il calcio?  me, per esempio, non è mai interessato nessuno dei due, amavo i giochi dei miei amici e preferivo trascorrere il tempo con i miei compagni di classe a giocare con la PlayStation, che con le altre ragazze.

Ci sono donne dal carattere forte, dalla personalità selvaggia, che non si lasciano vincolare dal colore che qualcuno ha scelto per loro, che vanno fuori dagli schemi, che scelgono il nero, il grigio e il blu, che indossano camicie da uomo e mocassini maschili e lo fanno con la disinvoltura di chi sa che non sarà ciò che indossano o il colore che scelgono ad influenzare la propria sessualità o il loro carattere, a renderle meno donne, meno femmine. Ci sono donne con un lato maschile forte e presente, che le porta a ragionare con la propria metà maschile. Perché diciamocelo, agli uomini, quelli veri, una donna forte piace, eccome. Una che ti sa tenere testa, una con cui scherzare e parlare senza tabù, una con cui fare progetti di vita, una che ti sgrida, una che sa farsi valere. Una che alza il tono della voce se serve, ma che sa anche farsi perdonare, una che ti sa stare accanto; una donna che sa quello che vuole e non accetta compromessi, una a cui dimostrare quanto vali e che vale ogni giorno stare con lei, una da meritarsi, una che non ha bisogno di un uomo ma sceglie di averlo accanto, una da cui farsi amare come solo lei sa fare. Una che è dolce e profondamente fragile, ma che ha quel carattere forte e selvaggio che la rende infinitamente unica.

Donne che amano… scoprire il nuovo, sfidando il dolce sapore della certezza

Il nero. Per qualcuno è la tonalità da superare, eliminare e ridurre ai minimi termini nel proprio guardaroba, per altri è la nuance più adatta per camuffare qualche chilo in più, certi invece lo scelgono perchè li fa sentire più a proprio agio, come a voler passare inosservati. Per me è una scoperta. Nel mio armadio le tonalità del rosa cipria si sono sempre alternate a quelle del marrone, del beige, del caramello e della cannella, fino a sentirmi una femmina di marmotta e aver voglia di un cambiamento. Il colore non l’ho mai particolarmente amato, sebbene quest’estate mi sia sentita quasi obbligata a rivedere la mia decisione, e d’un tratto ho sentito l’esigenza di testare il nero, da sempre convinta che non mi donasse affatto. Il risultato è una scoperta prevedibile: il nero crea dipendenza.

E così scegliere un nuovo colore diviene la metafora di una nuova prospettiva, una nuova vita, un nuovo esperimento. D’un tratto il colore non è più una nota stonata ma il dettaglio perfetto per spiccare. Il nero resta il fedele compagno di ogni occasione, l’amico che ti sostiene quando ne hai bisogno, quello che c’è sempre e non ti tradisce mai (a me no che non si sbiadisca). La scoperta di una nuova tonalità con cui rivedere il guardaroba diventa la chiave di volta per il cambiamento, l’allegoria di qualcosa di più grande, la consapevolezza che a volte si sceglie un determinato colore perché risulta essere la scelta più facile, la sfumatura che più ti si addice, quella perfetta, che sembra essere pensata apposta per te… ma quanto è bello scoprire che ci sono altre miglia di nuances che possono farti brillare gli occhi, illuminare il viso ed esaltare i capelli e che forse quel marrone che tanto amavi non ti dona più come speravi, aveva smesso di illuminarti, certo d’essere la tua prima scelta, aveva finito col pavoneggiarsi fra gli altri colori nell’armadio, sicuro che ormai l’avresti scelto sempre e comunque. Cambiare è sempre una sfida, che si tratti di un nuovo taglio di capelli, di un paio di lenti a contatto, di una nuova casa, una nuova auto, una nuova città o che si tratti di abbandonare il proprio colore preferito, alla ricerca di una nuova esigenza, di una nuova immagine allo specchio, di “una nuova me”. In fondo a chi piacerebbe trasformarsi in una femmina di marmotta?

Donne che amano…il nuovo, la moda creativa lontana dall’apatia della ciclicità


Mumble Mumble, si dice che la moda sia ciclica, tant’è che le nostre madri non smettono di ripeterci che anche loro indossavano occhiali rayban, jeans a zampa e giacche con spalline imbottite, rivivendo nostalgicamente attraverso i nostri abiti i decenni più frizzanti della loro vita. Ma quand’è che mancanza di creatività e ciclicità si confondono con il risultato di una monotona ripetizione? per novità s’intende ormai stravaganza ed eccesso perché è tutto già visto, è forse stato tutto già inventato? o sono i nostri stilisti, annoiati e impauriti, a preferire la certezza di qualcosa che c’è già stato e che ha già avuto successo, piuttosto che sperimentare qualcosa di nuovo?

Un tempo qualcuno ha inventato i jeans svasati, qualcun altro la vita alta, c’è chi ha pensato agli occhiali da sole rotondi e chi a quelli da vista oggi ribattezzati da nerd; qualcuno ha avuto l’intuizione di imbottire le spalline delle giacche, altri di creare il cavallo basso dei jeans, c’è chi si è lasciato ispirare dalla giungla ed ha colorato con stampe animalier abiti e chi ha preferito lo stile da pirata. Si tratta di elementi che hanno determinato l’iconografia di un marchio, l’anima di un brand e l’essenza di una griffe ma che oggi ritroviamo, in altre salse, forme e colori, in decine di repliche mai uguali ma forzatamente diverse, una rivisitazione della stessa storia che sembra ormai annoiare oltremodo e ricondurci all’interrogativo iniziale: è stato già tutto inventato? come in musica abbiamo solo sette note e ad un certo punto sarà difficile inventare nuove melodie perché le avremo già provate tutte? quante note ha la moda?

[illustration by Anand Duncan]

Donne che amano… dimenticare casualmente il proprio compleanno

Dimenticare casualmente, ironicamente ma volutamente, scusate il gioco di parole, perché è comodo, perché fa stare meglio. Mi è successo qualche giorno fa quando il mio fidanzato mi ha chiesto che programmi avessi per il mio compleanno “…se hai in mente già qualcosa va bene, io volevo portarti a colazione fuori per cominciare” ed in quel preciso momento ho realizzato quale mese fosse e quale ricorrenza si stesse avvicinando (il mio 4 Aprile). Probabilmente tra di voi c’è chi deve ancora compiere la maggiore età e fatica a comprendere le mie parole e chi invece sta vivendo la crisi di mezza età e vorrebbe schiaffeggiarmi per questo delirio ma vi assicuro che io sto vivendo la mia personale crisi di “mezza mezza età”.

In una previsione ottimista e probabilmente onirica di una vita che si conclude intorno ai 100 anni, perché un numero tondo è meglio e da più l’idea di una conclusione di successo, mentre 70, 85 o 90 anni fanno pensare a qualcosa di incompleto, per me i 25 anni rappresentano la metà della metà del percorso di vita e se da un lato la cosa può sembrare allettante, dall’altra calcolare di essere a metà strada per i 50 anni ha un non so cosa di deprimente.

Per ironia o casualità avevo perso di vista lo scorrere del tempo e dimenticato l’avvicinarsi di questa, ho festeggiato il pieno relax e divertimento, il tmepo mi ha regalato una giornata estiva che mi ha concesso di rilassarmi in riva al mare, ho mangiato benissimo e riso tanto in compagnia, giungendo alla conclusione che non c’è miglior festa a sorpresa di un compleanno quasi dimenticato, senza troppe aspettative né programmi che possono saltare, specialmente quando l’idea degli anni sulla torta ti angosciano un po’. Casualmente ironica anche la scelta dell’abbigliamento: una camicia blu come blue era il mio umore al mattino quando qualcuno mi aveva proposto di tirarmi 25 volte le orecchie, facendo echeggiare quel numero nella mia mente non appena aperti gli occhi.

Leggi il resto di questo articolo »

Donne che amano… il valore delle “Donne che lavorano”. La campagna della CGIL

Sempre più spesso i colloqui di lavoro a cui le donne si sottopongono vertono su argomenti che appartengono alla sfera privata e sentimentale, i datori di lavori sminuiscono le prestazioni delle donne in carriera ritenendo essenziale il fattore “maternità”, adducendo spesso alla vulnerabilità della donna, oggi il la CGIL, il sindacato di chi ha un lavoro, di chi lo ha ma precario e di chi non lo ha ma lo cerca, ha deciso di lanciare una campagna a favore della tutela del lavoro femminile.

Fulcro della campagna “Donne che lavorano” è un video di denuncia, sulla scia delle moderne video inchieste, in cui racconta il duro compito delle ricerca di lavoro di una donna come tante, promuovendo un’iniziativa che mira a rivalutare la condizione femminile in ambiente lavorativo e non solo. E quale campagna potrebbe essere più adatta in questo momento per la rubrica “Donne che amano” di Trend and The City?

Leggi il resto di questo articolo »

Donne che amano… brillare come solo loro sanno fare, di luce propria

Donne che amano indossare i tacchi per il puro desiderio di cambiare, non per sentirsi femminili o seducenti, donne che indossano camicie e giacche non sottraendole al guardaroba maschile ma riappropriandosene, donne che disdegnano micro a biti e generose scollature a testimonianza del loro essere donne. E’ una moda sempre più democratica forse quella che si sta sviluppando in queste ultime stagioni, che gioca con trasparenze e seduzione, ma non racconta più di donne leziose e avvezze alla nudità, che sfilano su tacchi vertiginosi indossando lo stresso indispensabile, piuttosto è una moda fatta di donne forti e sicure, che indossano giacche, pantaloni svasati e bluse morbide che avvolgono il corpo senza strizzarlo e ridurlo ai minimi termini.

E’ una moda che si rifà alla femminilità nella sua accezione più pura e reale, che non si serve del corpo per manifestarsi ma di sguardi e self confident, di passione e ambizione. O almeno è così che voglio vederla e interpretarla, stufa di eccessi e “originalismi” ormai non più originali, di ciliegie sulla testa e tacchi oltremodo smisurati; oggi guardo ad una moda fatta di creatività e arte, di colore e di tessuti, di texture e struttura, di quella sana e amabile moda che non sveste la donna né se ne prende gioco, ma la esalta e fa brillare, come solo lei sa fare, di luce propria.

Donne che amano… il silenzio intimo della complicità, delle parole non dette

Ci sono giorni, settimane, persino mesi, in cui il lavoro, gli impegni e la vita quotidiana ci assorbono, distraggono, catturano, quasi ammaliano a tal punto da farci perdere la cognizione del tempo. E ci ritroviamo irrimediabilmente insoddisfatte perché il tempo è trascorso troppo in fretta, in silenzio, senza far rumore, senza lasciarci il tempo di recuperare. Ma come l’amore dopo un litigio, il bello di un periodo intenso è che non appena questo si conclude o allenta la presa, arriva la quiete dopo la tempesta, la pace dopo l’uragano, il silenzio dopo il rumore assordante della città.

Così in un mattino di metà Dicembre, senza pensarci troppo, mi son fatta bella per lui, lui che anche quando sono in felpa con i capelli legati alla bene meglio mi dice che sono bella e ho accettato il suo invito per il primo brunch invernale, consumato all’aperto, fra stelle di Natale, addobbi in ferro battuto, morbide coperte di lana e piante di erica, nel suggestivo Cortile Capuana. E contrariamente alle nostre abitudini, a tavola le chiacchiere questa volta non hanno trovato posto, lasciando spazio al silenzio della complicità e delle parole non dette.

Donne che amano…il sole d’inverno

Alzarsi la mattina in una giornata grigia è un’impresa eroica; ricordo quando da ragazzina mia madre passava nella mia camera e mi trovava nascosta sotto il piumone, trattenendo il fiato nella speranza che non si accorgesse che avevo saltato la scuola. L’idea di mettere un piede fuori dal letto, sentire l’aria gelida risvegliarmi gradualmente, mi faceva raggelare il sangue. Così qualche volta mi concedevo il lusso di un’assenza e mi rotolavo nel piumone nella speranza che mi scambiassero per un ammasso di lenzuola e non mi buttassero giù dal letto. Ma non funzionava, mai.

Dopo esserci lamentati per il troppo freddo è arrivata la primavera, dopo la primavera abbiamo pregato per poter indossare i nostri costumi da bagno in estate e dopo le prime giornate di mare, abbronzatura e solari, abbiamo iniziato a patire il caldo e desiderare che arrivasse l’autunno. L’autunno si è fatto aspettare ed è durato anche poco, così senza troppo preavviso, almeno dalle mie parti, è arrivato il freddo. Potrei continuare per ore a scrivere di tutte le lamentele che siamo soliti fare a causa del tempo, delle irripetibili parole riservate a Giuliacci e i suoi colleghi che ci propinano previsioni quasi mai azzeccate e rovinano l’idea di week-end trascorsi fuori città, ma non lo farò perchè ho fatto un fioretto e giurato che non mi sarei lamentata del troppo freddo e del caldo che non arriva, almeno fino a Maggio.

Così lo scorso fine settimana sono stata a Taormina, sebbene la preferisca sotto Natale, quando è agghindata ed illuminata dalle piccole luci bianche, gli alberelli posti fuori ogni bottega e il maxi albero natalizio che pretende d’essere maestoso e lussuoso come se fossimo a New York. Adoro passeggiare fra i vicoli stretti, soffermarmi a guardare le vetrine degli artigiani locali e poi peccare di superficialità e preferire le boutique al meraviglioso panorama che già conosco da tanto tempo. L’occasione in più è stata creata da un’amica lontana che è venuta a trascorrere un week-end dall’altra parte della Sicilia e così fra una tazza di tè sul belvedere di Taormina e una chiacchierata con gli amici, ne ho approfittato per poter indossare il giubbino in nappa di Magazzini del Sale, arrivato giusto qualche giorno fa e diventato subito il mio capo preferito di questo inizio inverno.

Leggi il resto di questo articolo »

Leggi il nuovo numero

Menswear New Season Italy Banner 4

Leggi il nuovo numero

Leggi il nuovo numero

Leggi il nuovo numero

Compra on-line