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Selfie e sovraesposizione sui social: tra accettazione e visione distorta di sé. Il mio contributo per la campagna #doppiomentostop

sonia grispo blogger

Lo chiamano l’esercito dei selfie, l’arma principale è lo smartphone, usato per attaccare il web, imporre la propria presenza, ritagliarsi uno spazio in questo vasto e immenso mondo digitale, dall’altra parte è un’arma i cui nemici principali siamo noi stessi.

Fotografandoci in modo sempre più ravvicinato e costante, analizziamo con attenzione quasi chirurgica i dettagli del nostro corpo e in particolare del nostro viso. In alcuni casi il risultato di questa sovraesposizione è una consapevole auto-accettazione, in altri un crescente disagio legato ai piccoli o grandi difetti che riconosciamo in noi e con i quali abbiamo sempre più o meno convissuto.

Ci sono situazioni in cui l’utilizzo di app di foto-ritocco ed il desiderio di somigliare all’immagine di sé che si fornisce agli altri, utenti e follower, è così difforme da quella reale, così distorta dal riflesso dello specchio e quindi dalla verità, che si rischia di voler somigliare non più alla modella sulla copertina dei giornali, all’influencer più seguita del web, alla celebrità del cinema, ma a sé stessi o almeno alla versione migliore di sé, che si crea per i social.

Le soluzioni di fronte a questo atteggiamento lesivo per la propria serenità e amore per se stessi sono due: accettarsi, includendo nell’accettazione anche quei dettagli, quelle caratteristiche da sempre percepite come difetti o intervenire per modificarli all’unico scopo di gratificare sé stessi e nessun altro, senza cedere ai giudizi di nessuno all’infuori della propria percezione di sé.

L’abuso della chirurgia estetica, la sua demonizzazione in certi casi, ma anche semplicemente la paura di interventi molto invasivi e dal difficile recupero, hanno spesso lasciato desistere ed intimorito chi si sentirebbe più a proprio agio con piccole modifiche del proprio aspetto, che rispecchino maggiormente la percezione di sé. E quindi proprio per rispondere alle esigenze di chi vorrebbe piacersi di più, non dover camuffare i propri punti deboli, che spesso non si riducono solo a piccole fragilità ma a veri e l’azienda farmaceutica Allergan, leader mondiale nella medicina estetica, ha sviluppato un nuovo farmaco, una soluzione non invasiva e non chirurgica a base di acido desossicolico, che permette di intervenire attraverso delle iniezioni e risolvere un inestetismo che, fino a qualche mese fa, poteva essere trattato solo con interventi di tipo chirurgico, ovvero: il doppio mento. È nata così la campagna #doppiomentostop.

allergan_doppiomentostop

Si tratta di un inestetismo che tocca moltissimi uomini e donne di varie fasce d’età e fisicità, non è infatti una caratteristica peculiare del sovrappeso, come molti credono. Durante la conferenza a cui ho preso parte qualche giorno fa a Milano, intervenendo raccontando e spiegando il problema della percezione di sé e dell’autostima legato alla sempre maggiore esposizione della propria immagine sui social, ho ascoltato, fra gli altri, l’intervento dello psicologo e psicoterapeuta Luca Mazzucchelli, Vice Presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, che ha spiegato:

“l’impatto che alcuni inestetismi possono portare sulla nostra dimensione psicologica è decisamente grande: alcune ricerche mostrano che tra il 25% e il 40% del livello di autostima è in relazione all’immagine corporea percepita come negativa o positiva. Se non ti piaci, è difficile amarti “dentro”. Ed è ancora più difficile relazionarsi con gli altri, tanto che in alcuni casi si arriva a situazioni limite in cui si temono alcune situazioni pubbliche e conviviali. Il desiderio di volersi migliorare fisicamente, quindi, senza ovviamente ricorrere a ricostruzioni folli, non è necessariamente segno di vanità o narcisismo, anzi, è segno che vogliamo prenderci cura di noi stessi”.

Quindi immaginate delle iniezioni, rapide e poco invasive, che rilasciano nel doppiomento una sostanza che agisce direttamente sulle cellule adipose, provocandone la distruzione. Una volta distrutte, queste cellule non possono più immagazzinare grasso, quindi il risultato dura nel tempo.

doppiomentostop-allergan-milano

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