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I gioielli che indosso: dal ciondolo con le corna, al bracciale saldato al polso, la loro storia e dove trovarli

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“Dove hai trovato quella collana?”, “di che marca è quel bracciale?”… alcune delle domande più frequenti ricevute negli ultimi mesi in privato su Instagram come commento alle mie Stories riguardano i gioielli che indosso più di frequente ed essendo accessori con un significato e a cui tengo molto, per poter rispondere una volta per tutte e in un unico posto in cui dove tutti possono leggere (confesso che ad un certo punto mi vengono dei tic a ripetere la stessa cosa più e più volte e la palpebra tremolante non mi si addice), scrivo questo post. Quindi, se vi siete persi le mie stories in cui parlo dei miei gioielli preferiti, trovate le risposte qui sotto.

“È una sola collana a tre fili o sono più collane?”

Sono tre collane diverse che hanno qualche millimetro di lunghezza diversa, così posso indossarle insieme senza che diventino un filo unico o che si attorciglino. Potete trovarle in qualunque oreficeria o gioielleria, ognuna ha una maglia/lavorazione diversa, sono collane che ho ricevuto in regalo da bambina per compleanni, natali, comunione… avete presente quei gioielli, spesso orribili, che vengono regalati ai bambini? Ecco per fortuna ho una famiglia con buon gusto e togliendo qualche ciondolo, scremando fra spille e bracciali più adatti ad un episodio de I Soprano, ho trovato loro.

Se rovistando fra la vostra roba d’infanzia non trovate niente del genere e volete comprarne di nuove, oltre a dirvi che i gioielli sono sempre un ottimo investimento (e i migliori amici di una donna – semi cit.). Io vi consiglio di andare da un orefice (perché si occupa solo di preziosi, quindi è focalizzato su oro, metalli, gemme, diamanti…) e spesso produce artigianalmente, quindi potete chiedere modifiche o personalizzazioni, persino di far realizzare dei pezzi unici su vostro disegno. Inutile scegliere una collana griffata da un marchio e pagare per il brand una cifra che vi permetterebbe di acquistare una collana di maggior peso o migliore lavorazione.

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“E il ciondolo della manina che fa le corna?”

È un recente regalo di mia madre. Ho visto per la prima volta questo ciondolo a Milano durante uno shooting al collo della truccatrice, ne parlai con mia madre al telefono e le dissi che la ragazza a cui l’avevo vista mi aveva detto che avrei potuto trovare il ciondolo con la manina che fa le corna in qualunque gioielleria perché è fra i simboli “classici” e volevo sapere se l’avesse mai vista prima. Mi risponde di no e la prima volta che tornai a casa per qualche giorno di vacanza, dopo quella conversazione, me lo regalò. Vi confermo che se andate da un orefice o in una qualunque gioielleria, chiedendo di mostrarvi i ciondoli o direttamente chiedendo della manina, lo troverete, in un vassoietto diviso per scomparti, insieme al corno, i dadi ed altri simboli tradizionali. Ho dato un’occhiata on-line e ne ho trovato uno su Amazon QUI ed il venditore ha ottime recensioni.

L’essenziale. Il bracciale saldato al polso.

Il bracciale super sottile che porto sempre al braccio sinistro si chiama l’Essenziale e non c’entra con la canzone di Mengoni, è un filo d’oro 18KT saldato direttamente al polso con il laser, non ha quindi chiusura, una volta indossato non può essere rimosso (a meno che non vogliate romperlo).

Un giorno dell’anno scorso Toni (il mio ragazzo), mi ha chiesto se mi andava di accompagnarlo dal sarto per delle camicie su misura, siamo arrivati in una zona di Milano che non conoscevo, abbiamo camminato cercando (io, almeno) l’ingresso di una sartoria, di una boutique d’abbigliamento da uomo, e ci siamo fermati invece davanti a questo piccolo ingresso, lui è entrato ed io come un’idiota l’ho seguito dicendo a voce alta “amore, non è il negozio giusto”. Quando la ragazza alla casa ha sorriso guardando Toni e dicendo “è per lei la sorpresa?” ho capito che qualcosa mi stava sfuggendo. Una volta capito che si trattava di una sorpresa per il mio compleanno (30 anni), ho sorriso inebetita. Mi hanno mostrato il filo d’oro che Toni aveva scelto per me (e non potevo essere più d’accordo), mi hanno fatta sedere su uno sgabello e mettere la mano dentro un macchinario, chiedendomi di resta mooolto ferma. In pochi minuti il mio bracciale era saldato al polso ed era bellissimo. È super leggero, non mi accorgo nemmeno di averlo, lo adoro.

Il marchio è Atelier VM, brand italiano di oreficeria fondato da Marta Caffarelli e Viola Najoleari, che realizza gioielli eleganti, la maggior parte die quali super sottili… se non lo conoscete ancora, ve ne innamorerete. Lo trovate solo a Milano, perché per realizzarlo serve un macchinario specifico che possiedono solo loro. So che l’idea di un gioiello meno tradizionale affascina e si ha sempre voglia di qualcosa di nuovo e originale, però per me un bracciale saldato, che non si può togliere, ha un significato molto importante e andrebbe regalato e indossato non con leggerezza (anche se è super sottile e leggero ^^). Regalatelo a voi stesse piuttosto, se non siete sicure dell’amore che vi state saldando al polso.

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L’anello sottilissimo che porto nella mano destra

Anche questo è Atelier VM ed è un regalo di Toni, è morbido come il filo di una collana, mi piace perché lo indosso ogni giorno e non me ne rendo quasi conto, potrei tenerlo anche di notte, ma preferisco dormire più “leggera” possibile. Esistono anche in questi casi due differenti catene (lo trovate sul sito come anello delizioso oro 18kt in oro bianco o giallo.

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La storia bangle d’oro che porto al polso destro

L’ho raccontata su Instagram Stories e provo a farlo qui, ancora più rapidamente. Circa 25/30 anni fa mio padre regalò questo bracciale a mia madre e lei lo portò al polso finché un giorno si ruppe la chiusura e lo mise da parte dicendosi che lo avrebbe portato presto a fare riparare. In famiglia abbiamo il genere della procrastinazione, quindi il bracciale rimase in un portagioie per anni, tanto che io non l’avevo mai visto prima. Io da alcuni anni un bangle d’argento ed un giorno mi venne voglia di averne uno in oro e chiesi a mia madre dove poterne trovare uno, mi disse che se lo avesse avvistato in qualche gioielleria me lo avrebbe detto ed un giorno, finché a Natale dello scorso anno, sotto l’albero, trovai un sacchettino con dentro questo bracciale e mia madre mi raccontò di averlo cercato per me dopo anni ed averlo finalmente trovato, ma che non aveva fatto in tempo a farlo riparare. Le dissi che c’avrei pensato io e lo misi da parte, tornai a Milano e ogni volta che andavo in Sicilia per qualche giorno di vacanza, non facevo in tempo a farlo riparare o a ricordarmene. Il giorno del mio ultimo compleanno ero in Giappone con Toni, eravamo a Tokyo in un parco a vedere i ciliegi in fiore e sotto uno di questi alberi ci siamo seduti a parlare, lui mi ha detto di chiudere gli occhi e quando li ho aperti al mio polso c’era un bracciale che ho subito riconosciuto, tranne che per due dettagli: la chiusura funzionava e c’era un’incisione sopra. Ed ho scoperto che Toni aveva telefonato a mia madre alcuni mesi prima, le aveva chiesto di cercare quel bracciale che avevo lasciato a casa, che dopo qualche settimana aveva approfittando di un viaggio a Milano di mia sorella Valentina per farselo consegnare, lo aveva portato a far riparare e a fare incidere, per regalarmelo per il mio compleanno.

Dove potete trovarlo? Non ha un marchio specifico, potete trovare o farlo realizzare presso qualsiasi orefice. Mi piacciono i gioielli personalizzati, che raccontano ed hanno una storia, quindi non posso che suggerirvi di fare incidere qualcosa di speciale su quello che deciderete di comprare o regalare.

 

 

 

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