Lifestyle

Confessioni di una vegetariana timida: il mio coming out e le domande che si sente fare ogni vegetariano

confessioni-di-una-vegetariana-timida

La prima volta che ho detto a voce alta di essere vegetariana (non amo le etichette, né avevo trovato necessario specificarlo prima di allora) ero ad un pranzo di lavoro. Il cameriere aveva fatto il giro delle ordinazioni, io avevo chiesto qualche minuto in più, nel panico perché ero l’unica a dover ancora ordinare, ma non riuscivo a trovare un primo o un secondo che non contenesseno carne o pesce.

“Mi scusi, è possibile avere una variante di uno di questi primi piatti senza carne? Banalmente anche una semplice pasta al pomodoro” dico con un sorriso cortese;
“Ha visto gli spaghetti con le cozze?”
“Sì, grazie, ma non mangio pesce”
“… è vegetariana?” che in un ristorante ha lo stesso effetto di “bomba” pronunciato in un aeroporto. Mi aspetto che qualcuno di lì a poco voglia fare brillare la mia borsa incustodita appesa all’attaccapanni.
“Sì, sono vegetariana” confesso e non so se si aspetti che mostri una spilletta tipo “non mangio carne da tot giorni” a conferma della mia dichiarazione;
“Vedo cosa posso fare per lei” e sparisce in cucina, a metà fra l’infastidito e il compassionevole.

Nonostante la musica ad un discreto volume e qualche bicchiere di vino che è già passato fra le mani delle persone al tavolo, a qualcuno non è sfuggita la mia confessione e lì ha avuto inizio la prima conversazione degna di rientrare fra “le domande che si sente fare ogni vegetariano almeno una volta nella vita”.

“Perché sei vegetariana? Motivi di salute o per scelta?”
Non ho ancora capito perché è importante specificarlo o se c’è una risposta giusta o sbagliata, ma questa è di solito la prima delle domande tendenziose che un vegetariano si sente fare nella sua vita. Se rispondi che lo fai “per salute” sai che ti invischierai nel controverso dibattito alimentare sull’importanza di assumere la carne, a cui dovresti controbattere con dati e citazioni di studi che non hai alcuna voglia di sciorinare (anche perché non sai a memoria grafici, statistiche e già la tabellina del 9 di fa vacillare, ma ad un vegetariano non è concesso non essere preparato, quindi #iosperiamochemelacavo). Se rispondi un secco “per scelta” in automatico ti verrà chiesto quale in particolare, se ti fa impressione la carne, se provi pena per gli animali e (udite, udite) se “QUINDI non compri neanche scarpe di pelle?”. Eccolo lì, il primo attacco. Perché se dichiari di fare una scelta, subito il tuo interlocutore si sentirà in dovere di sminuirla o de-nobilizzarla facendoti notare che non è poi così nobile, trovandone il punto debole quanto basta per dirti che non sei meglio di lui.

Perché è quello il punto, la convinzione che i vegetariani si sentano migliori di chi la carne la mangia, che stia tutto lì, nel volersi elevare. Non c’entrano la salute, la vita di milioni di animali e blah-blah-blah. No.

ma-almeno-il-pesce-lo-mangi

“Ma almeno il pesce lo mangi?”
Perché guai a non mangiare il pesce e perché il pesce non ha sentimenti, mentre il coniglio sì , anche se comunque chi lo mangia se ne frega, però ci tiene a specificare che il consiglio i sentimenti li ha ed è più intelligente del salmone, del pesce spada, del tonno.

“Scusa se te lo chiedo, e allora cosa mangi?”
Perché A: d’un tratto ogni ingrediente, alimento e ricetta di ogni tradizione culinaria del mondo secondo il tuo interlocutore prevede animali morti e non riesce pensare a delle alternative, neanche sforzandosi. Quindi ha bisogno che tu gliele elenchi, per sincerarsi che tu non ti stia lasciando morire di stenti. Non si offre d’aiutarti, ma almeno vuole sapere di che morte vuoi morire. O quasi come se, una volta ottenuto un adeguato elenco di pietanze di cui cibarsi, potrebbe chissà vedere la luce e convertirsi (no, non succede mai). B: se sei donna, sotto sotto sta insinuando che i vegetariani mangiano poco e tu lo fai per essere magra. E se per tua disgrazia magra lo sei effettivamente, il tuo interlocutore avrà già sentenziato che sei fissata con la linea e non mangi niente (quindi la tua scelta alimentare non ti costa alcuno sforzo). Tentativo vano spiegargli che sei sempre stata così, anche quando mangiavi tre volte a settimana al Mc Donald’s e facevi colazione con 700gr di focaccia condita ogni giorno dalle elementari al liceo e che fosse questo il segreto altro che Kyla e la BBG, ma subito un libro di ricette vegetariane per tutte.

Intanto il cameriere è tornato con la risposta dello chef che propone “delle pennette di grano saraceno ai quattro formaggi” e tu hai gli sguardi di tutta la tavola puntati addosso perché, questa forse non la sapete, ma ai vegetariani non è concesso avere dei gusti, perché già non mangiano la carne, se poi non gli piace qualcosa, allora sono dei rompiballe schizzinosi (poco importa se a turno alcuni commensali hanno chiesto di eliminare dai propri piatti il pomodoro perché non lo mangiano, il prezzemolo perché li infastidisce, l’acciuga perché non ne tollerano l’odore… loro possono, tu già sei vegetariana, non vorrai anche avere dei gusti?). Quindi accetti la proposta del cameriere mostrando gratitudine e continuando a rispondere all’interrogatorio di chi intanto ti ha chiesto: come sono le tue analisi del sangue, come l’hanno presa i tuoi genitori quando gli hai detto di essere vegetariana. Sdoganato l’argomento omosessualità, oggi è il coming out dei vegetariani il vero fardello si questa società. Aspetto una giornata arcobaleno ma con tutte le sfumature dell’insalata, in nostro supporto.

E allora io che nella vita odio poche cose ma fra queste ci sono il formaggio filante e quello puzzolente, mi sono ritrovata a mangiare per la prima volta taleggio e gorgonzola, tentando di dissimulare la mia espressione di disgusto.

lisa-simpson-vegetariana-

Non so esattamente da quanti anni sono vegetariana, so che ho iniziato almeno sei anni fa. So che mi sono sempre definita una vegetariana timida perché non mi è mai piaciuto etichettarmi come tale e lo faccio solo se necessario. So che tutto è iniziato eliminando la carne rossa, poi il pollo, il tacchino ed il pesce, che da sicuro tre anni non mangio alcun tipo di carne e simile (ah sì, il prosciutto cotto, il salame, il bacon, sono carne, per rispondere a quelli che mi dicono “ah ma neanche io mangio carne” e intanto ordinano una carbonara, seguita da melone con crudo per pulirsi la bocca). Che è iniziato per fare tre mesi di cura per il reflusso gastroesofageo e quando il medico mi ha detto “Dovresti eliminare dalla tua alimentazione carne rossa e formaggi per tutta l’estate” ho pianto (inginocchiandomi, nella mia mente, al centro della strada urlando al cielo “perché??? perché???”), chiedendomi allora di cosa mi sarei nutrita.

So che sono passata dal mangiare tortellini al ragù e cotolette, a chiedermi se mi aspettava una vita di soia, tofu e seitan e che oggi posso dire di mangiarli neanche una volta al mese, perché non sta tutto lì. Che pensavo che sarebbe stato più difficile cucinare vegetariano o mangiarlo fuori, trovare delle alternative, e invece lo è solo che chi sta a tavola con te lo rende tale (raro trovare un ristorante in cui non ci sia almeno un primo o un secondo senza carne o pesce e poi c’è sempre la pizza).

So che nei primi mesi da vegetariana credevo avrei dovuto iniziare a mangiare tristi insalate e invece l’insalata mi dimentico sempre di mangiarla, talmente è grande la varietà di cibi a tavola. Che quello che è iniziato come un obbligo per me è diventato essenziale, che non ne avevo più voglia di mangiare la carne, anche quando potevo di nuovo farlo. Che senza carne stavo meglio, ma soprattutto mi sentivo meno in colpa, che anni di “mamma per me niente pesce con la faccia”, il non aver mai assaggiato carne di agnello o coniglio perché solo l’idea mi faceva stare male, quella sensibilità nello stare alla larga dal banco macelleria al supermercato, nel chiudere gli occhi passando per il mercato ittico, adesso aveva un senso e che riuscivo a godere del buon cibo senza rinunce.

Sdoganato l'argomento omosessualità, oggi è il coming out dei vegetariani il vero fardello si… Click to Tweet

 

Quando ho fatto coming out in famiglia

Quando a casa ho detto che non volevo mangiare più carne mia madre non si è seduta a piangere in poltrona dicendo “aspetta che lo sappia tuo padre”, ma mi ha chiesto di aiutarla a fare una lista di cose che avrei voluto mangiare, perché già cucinare era difficile (l’eterno tormento di “cosa mangiamo oggi?”), e pensare ad un piatto diverso dagli altri era una gran noia. Ma la capisco, a casa non volevo assaggiare neanche la pasta per capire se era cotta, non ero di grande aiuto. E che mio padre ancora ogni tanto mi chiede a tavola se voglio delle telline (ma fa anche ogni due giorni la procedura di recupero password della mail, quindi non la prendo sul personale).

cosa-mangiano-vegetariani

Pensavo sarebbe stato socialmente difficile essere vegetariani e invece ho amici che mangiano la carne (anzi sono l’unica vegetariana) e non fa alcuna differenza, non cerco di convertirli (non gli citofono a casa il sabato mattina, giuro) e loro non criticano me, ognuno mangia quel che gli pare e non rende conto a nessuno. In un locale pubblico non mi commuovo se vedo una fiorentina, ma mi viene da piangere se qualcuno mastica con la bocca aperta e non posso dirgli “chiudi quella bocca!!!”. Non critico chi ha dubbi su quanto si possa vivere bene, godere del buon cibo e amare mangiare PUR essendo vegetariani, perché gli stessi dubbi li ho avuti anche io finché non lo sono diventata e mi è sembrata la cosa più normale e facile del mondo. Ma se vi confrontate qualcuno dallo “stile alimentare” diverso dal vostro, è sempre meglio farlo con curiosità sì, ma senza giudizio, non come interrogatorio, non mettendo in soggezione, non facendo una gara a chi ama di più mangiare, cucinare, abbandonando la convinzione che chi avete davanti viva di privazioni. In fondo è così difficile pensare che il vostro interlocutore riesce serenamente a vivere senza a mangiare esseri morti? Se riuscite voi a farlo mangiandoli (nessuna accusa, giuro, ma mi ha sempre fatto ridere lo stupore nel sapere che qualcuno riesce a NON mangiare qualcosa che è stato ucciso)! Confrontarsi e discutere è un modo per capire e conoscere, ma gli interrogatori, quelli non sono mai graditi.

È lecito avere dei dubbi, ma nell’indecisione fra ignorare e criticare, è sempre meglio la prima.

NB: Vi chiedo di evitare di rispondere a questo articolo generalizzando e rivolgendosi a “voi vegetariani” (non è una setta), specialmente a proposito di atteggiamento sgradevoli, estremisti o maleducati. Esistono persone sciocche, arroganti, ineducate e ottuse di ogni specie, persino vegetariane, sì. Questo non vuol dire che tutte lo siano.

Condividi questo post usando i pulsanti social in alto sotto il titolo o qui a sinistra! Adesso puoi inviare gli articoli anche via WhatsApp ai tuoi amici se leggi il blog dal cellulare.

commenti

Potrebbe interessarti

4 Commenti

  • Reply
    Martina
    9 giugno 2017 at 11:32

    Ammetto di essere una “carnivora convinta” e di aver letto il post perchè mi ha divertita il “vegetariana timida” del titolo… poi, in realtà, per come è scritto, mi ha divertita un po’ tutto l’articolo. :-)
    Io credo che spesso i (pre)giudizi verso i vegetariani nascano dalla poca conoscenza di cosa effettivamente mangiate. Uno pensa a vegetariano e lo collega alla classica insalatina con poco olio e poco sale che fa un po’ tristezza. Io, però, vedo le tue sories a pranzo e muoio di gola (e di invidia perchè se io mangio un piatto di pasta così metto su 10kg!) e, sinceramente, mi hai aperto un mondo rispetto a miei conoscenti che mangiano solo tofu e semini. ;-) 

    Posso però assicurarti che anche tra i vegetariani c’è chi giudica, spesso anche in maniera pesante, chi, invece, la carne la mangia.
    
Detto questo, io sono per il “vivi e lascia vivere”, e penso che se tutti abbracciassero questa filosofia, vivremmo tutti meglio.

    • Sonia Grispo
      Reply
      Sonia Grispo
      12 giugno 2017 at 16:12

      Ciao @Martina, non sai quanto mi faccia piacere leggere il tuo parere, perché era proprio questo che avevo in mente quando ho scritto questo primo “sfogo”. Scherzare su un argomento che spesso scatena polemiche, parlandone in maniera leggera. Hai detto “credo che spesso i (pre)giudizi verso i vegetariani nascano dalla poca conoscenza di cosa effettivamente mangiate. Uno pensa a vegetariano e lo collega alla classica insalatina con poco olio e poco sale che fa un po’ tristezza” è una grande verità, mi rendo conto che è davvero questo che le persone pensano (la maggior parte) e concordo nel dire che l’atteggiamento di alcuni vegetariani “integralisti”, che addirittura attaccano chi mangia la carne, non aiuti a rendere l’argomento leggero. Ma come dicevo nel mio post, in ogni categoria esistono le persone arroganti, sciocche o prepotenti, non bisogna prenderle ad esempio per generalizzare un’intera categoria ma avere la mente aperta, come hai dimostrato tu :) E poi alla fine, ognuno mangi quel che vuole :) no?

  • Reply
    |Sera|
    23 maggio 2017 at 21:27

    Ciao Sonia sono una vegetariana timida da circa 20 anni, mi ritrovo molto in quello che hai scritto. Anche io ho subito numerosi interrogatori, ma negli ultimi anni sono cambiate un po’ di cose: sono cambiata io che non permetto piú agli altri di dare giudizi su quello che mangio, è cambiato il numero di vegetariani in Italia e quindi anche le offerte, doversi portarsi il panino da casa ad ogni concerto è un ricordo lontano…sarà anche di moda -come dicono i detrattori- ma magari fossero tutte così positive le mode!

    • Sonia Grispo
      Reply
      Sonia Grispo
      24 maggio 2017 at 15:52

      Hai detto la stessa cosa che dico sempre io quando sento parlare di “moda” a proposito di vegani e vegetariani. Finché le mode in passerella suggeriscono le calze a rete… tutto di guadagnato se una volta tanto per moda si fanno scelte intelligenti :D

    Lascia un Commento