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BAGS// Leghilà, le borse in neoprene bicolore, accattivanti, cool e glamour

La somiglianza con l’iconica borsa di Hermés c’è e non è casuale, la rivisitazione con materiali innovativi e in tonalità a volte fluorescenti altre volte pastello, rafforzano il concetto di “restyling” di un accessorio amato dalle donne, che può in certi casi, come in questo, incontrare l’innovazione. Sto parlando delle borse Leghilà realizzate in neoprene e declinate in varianti quasi infinite di colore, talmente tante che dover sceglierne una risulta difficile, soprattutto se si decide di scegliere una particolare combinazione di colori fra interno ed esterno.

commenti

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12 Commenti

  • Reply
    valentina
    12 febbraio 2011 at 18:28

    certe cose è bene che le acquisti chi sa apprezzarle.

    chi pensa che una borsa del genere costi troppo vuol dire che non capisce molto della QUALITA’dei capi/accessori che ha poco gusto e anche poca fantasia.

    concordo con quello che dice Sonia.

  • Reply
    Sonia
    8 febbraio 2011 at 10:49

    mi piace la prima in particolare..

  • Reply
    Andrea
    5 febbraio 2011 at 11:10

    Non si può dar torto alla vocina nella testa che ci fa notare la somiglianza pressochè incredibile tra “LA BORSA” -che donne e qualche ometto adora alla follia- e il modello proposto da Leghilà. Ciò che mi fa pensare è la questione del rapporto costo7brand: moltissime di voi hanno dichiarato che non spenderebbero mai, più di una certa somma per una borsa di un brand sconosciuto… Questo è tremendo! Vorrei solo farvi notare che un brand non conosciuto alle masse non necessariamente utilizza materie prime scadenti, anzi è più facile che si appoggi a concerie tradizionali che trattano pellami morbidissimi e meravigliosi. Inoltre brand piccoli lavorano ancora artigianalmente e scusate, ma questo non è poco.
    Per concludere… Sonia ha ragione: grandi marchi hanno grosse aziende alle spalle, e grandi numeri di vendita: sono loro che potrebbero abbassare i costi senza troppa fatica. Ma ovviamente per le masse un’enorme targhetta e l’omologazione sono essenziali, vero?!

  • Reply
    Mariachiara
    4 febbraio 2011 at 15:46

    i colori sono simpatici ma putroppo ricorda troppo il mito, l’unica e la sola..e il mio amore per Lei è così totale e devoto che mai potrei prendere una borsa che la ricorda ma non è…!!!!

  • Reply
    VICHY ET POIS
    4 febbraio 2011 at 09:31

    I modelli non sono molto originali ma la gamma colori è veramente bella. Peccato per il prezzo…

  • Reply
    valentina
    3 febbraio 2011 at 16:09

    In effetti sono un pò combattuta, indecisa sulla questione..
    da una parte se devo pagare oltrechè materiali e costi di produzione anche l’idea, preferisco pagare il design di un azienda (es. Vuitton) che ha alle spalle una solida tradizione; tuttavia capisco anche i costi che stilisti emergenti devono sostenere inizialmente e che si traducono in un prezzo elevato per noi acquirenti.
    comunque in questo caso le borse non mi hanno colpita particolarmente per la loro mancanza di originalità.

    V.

    • Sonia Grispo
      Reply
      Sonia Grispo
      3 febbraio 2011 at 17:00

      Proprio perché certi marchi hanno grosse aziende alle spalle dovrebbero abbattere i costi di produzione e ricaricare meno, ma sarebbe un’utopia

  • Reply
    CIppa
    3 febbraio 2011 at 14:02

    mmm prezzi sono altini… per quel materiale poi…

  • Reply
    DikY
    3 febbraio 2011 at 13:03

    Sono davvero belle! lineari ma particolari, allegre ma chic!

  • Reply
    valentina
    3 febbraio 2011 at 12:51

    i prezzi sono poco abbordabili..
    non credo spenderei più di 200 euro per una borsa di una marca qualsiasi.
    tu cosa ne pensi Sonia?

    • Sonia Grispo
      Reply
      Sonia Grispo
      3 febbraio 2011 at 14:16

      Valentina il problema credo sia radicato in molti, io per prima ho dovuto rifletterci tanto e solo grazie al mio lavoro ho raggiunto una mia coscienza, il costo di una borsa è dettato dall’idea, il design, i materiali e i costi di produzione, quando si tratta di una grande griffe i costi vengono quintuplicati dalla sola apposizione di una certa targhetta. Conosco molti designer giovani che portano avanti marchi di pelletteria e che si vedono costretti ad abbassare la minimo i propri guadagni pur di rendere “abbordabili” i prezzi dei propri prodotti che per la maggior parte si basano sui costi di produzione. In parole povere….una borsa in pelle, plastica, stoffa o quel che è ha un costo di per sé, il designer poi applica un sovrapprezzo che consiste nei suoi guadagni. In questo caso non conosco i costi di produzione, però il materiale non è sempre la sola motivazione di un certo prezzo se si pensa che la bigiotteria di grandi maison viene vendita quasi fosse preziosa e borse in canvas come se fossero pelle :)

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