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Giveaway: vinci le shopping card e i nuovi prodotti della linea skincare bio di H&M

“Se la moda lancia i suoi diktat, il ruolo delle fashioniste è quello di assimilare, rielaborare e personalizzare”, recita da sempre la descrizione di Trend and The City e da sempre queste pagine virtuali riservano uno spazio importante al low cost, che coniuga la moda alle esigenze di donne di tutto il mondo, che amano creare stili unici, senza prosciugare il portafogli. Quale marchio può racchiudere una tale filosofia meglio di H&M?

Trend and The City ed H&M regala due set che celebrano la bellezza, lo stile e il bio. Ecco di seguito i Giveaway:

-       gift card del valore di 50 euro + beauty case con prodotti della linea skin care di H&M (crema mani, lipstick, crema corpo, shower gel, body scrub)
-       gift card del valore di 30 euro + prodotti della linea skin care di H&M (crema mani, lipstick, crema corpo, shower gel, body scrub)

Come vincere? Lasciando un commento sotto questo post da oggi 16 Marzo a Mercoledì 24 Marzo (ore 18:00) che risponda alla domanda…

“Prima dell’avvento delle catene low cost di tendenza, come riuscivamo a vestire con stile, senza prosciugare il portafogli?”

267 Commenti a “Giveaway: vinci le shopping card e i nuovi prodotti della linea skincare bio di H&M”

  • 267
    Owen scrive:

    complimenti alle vincitrici!

  • 266
    Sonia Grispo scrive:

    I vincitori sono Alessandra e MartinaS, entrambe hanno ricevuto l’e-mail ed hanno 24 ore di tempo per rispondere, in caso contrario i loro premi saranno assegnati ad altri utenti. Complimenti!

  • 265
    Sonia Grispo scrive:

    Ciao Sara, a dire il vero ancora non è stato pubblicato. Provvederemo al più presto

  • 264
    Sara scrive:

    non trovo il post con i nomi dei vincitori. mi potete spiegare dove trovarlo per cortesia? grazie!

  • 263
    Sonia Grispo scrive:

    Il concorso si è concluso ieri 24 Marzo alle ore 18:00. Al più presto i nomi dei due fortunati vincitori.

  • 262
    Cecilia scrive:

    Prima delle catene low-cost era più frequente fare compere nei classici negozi “sotto casa”, quelli con capi non firmatissimi, “normali”, diciamo, sempre con un occhio al portafoglio.
    Oppure “copiare” i modelli a casa con la macchina per cucire, si è sempre fatto!
    Poi, personalmente si tratta comunque di gusto ed abbinamenti: se qualcosa mi piace e non posso permettermela, o non la compro, o cerco qualcosa di simile in negozi che conosco che abbiano prodotti di qualità abbastanza buona e a prezzi minori.

  • 261
    Dodo' scrive:

    per quanto mi riguarda, la scelta è sempre stata dettata dal gusto e dalla vestibilità indipendentemente dal prezzo dell’abito. certo, con questo tipo di marche è sempre più facile coniugare basso prezzo e qualità del prodotto. prima come facevo??adattavo i pezzi che più mi piacevano alle mie tasche: se un capo mi aveva colpito particolarmente cercavo di trovarlo sottocosto in un mercatino o lo facevo fare dalla sarta. grazie

  • 260
    roberto scrive:

    Giravo molto, è difficile trovare buoni vestiti a prezzi decenti, più che altro si trovano con linee vecchie, non moderne.

  • 259
    cristiana scrive:

    rubavamo gli abiti dagli armadi della mamma o delle sorelle, mixavamo osando, ci prestavamo le cose, poco era davvero “nostro”. e’ c’e’ chi si improvvisava sarta…

  • 258
    Paola scrive:

    Si cercava di ottimizzare, pochi capi ma buoni, ovviamente si avevano meno opportunità di variare.

  • 257
    MartinaS scrive:

    E’ vero che lo stile personale non dipende dalle griffe indossate, ma è pure vero che solo le catene low cost di nuova generazione rispondono ai requisiti delle donne di oggi. Prima low cost era sinonimo di “fuori moda” o quasi, oggi catene come H&M e Zara propongono versioni economiche di mode e tendenze viste in passerella, permettendoci di inventare look e stili sempre diversi. Quando ero adolescente mi affidavo alle classiche griffe da ragazzine e non sono molto d’accordo circa il fatto che compravamo meglio (come qualità) ma meno, spendendo di più. Spendevamo tanto, compravamo tanto (perché il portafogli era quello di mamma e papà) ma in fondo non acquistavamo capi eterni, non avevamo armadi composti da tailleur Chanel e giacche Armani. Per me il low cost ha rivoluzionato la moda, ha consentito a molti di indossare capi che seguono le tendenze, senza costringerci a svuotare il portafogli. E’ se è vero che la qualità non è il massimo, è anche vero che una volta utilizzavamo capi costosi per una stagione e poi li buttavamo via, oggi anche se lo facciamo siamo sempre più furbi di allora, perché i capi accantonati sono costati un decimo di quelli di una volta.

  • 256
    Olena scrive:

    Si compravano pochi pezzi ma buoni

  • 255
    Angie scrive:

    .. riuscivamo a vestirci con stile.. con tanta fantasia.. dando sfogo alla nostra inventiva e alla nostra creatività.. si riusciva anche con poco a mixare sapientemente i propri capi.. inventando sempre qualche nuovo abbinamento.. senza rischiare d’assomigliarci un po’ tutte..
    vado controcorrente.. non bisogna affidarsi del tutto alle grandi catene low-cost.. ma sempre meglio cercare cercare cercare.. e prendere un po’ di qua e un po’ di la.. i capi che più ci piacciono e ispirano la nostra fantasia.. poi mixare tutto con cura.. et voilà… ecco il nostro personal-style!

  • 254
    Sara scrive:

    Con un mix di capi ricercati e non omologati alla massa.. cercando di osservare cosa proponevano le grandi firme ed andando a ricercare capi simili tra mercatini e negozi.. sicuramente la ricerca era più ardua e difficile ma non ci arrendavamo.. ;-)

  • 253
    angela basetti scrive:

    Io compravo meno oggetti,ma tutti griffatissimi e finchè non erano stra usati non liuttavo…cmq anche anni fa si trovavano marchi a basso costo e di buona qualità e poi…i mercatini del paese son sempre esistiti x fortuna!!!!ma non mi lamento certo di tutta la possibilità di scelta che c’è oggi…

  • 252
    Mia scrive:

    avevamo più fantasia ed eravamo più originali.
    ci si vestiva seguendo il proprio mood e non omologandosi alle modelle in passerella.
    non avevamo troppe pretese e anche solo scambiarsi gli abiti con le amiche o con la sorella voleva dire avere doppio guardaroba a metà prezzo. e questo bastava eccome.

  • 251
    Roberta scrive:

    …rigiro la domanda ad una rappresentante di un’altra generazione…io sono figlia di quella che ha visto spopolare queste catene cosmopolite worldwide…e di una mamma, che ha risposto che i piccoli negozi di quartiere o gli stand dei mercatini delle pulci (oltre che, ovviamente, gli armadi delle mamme o delle sorelle più grandi)sono stati i grandi atelier della moda degli anni ’80…e pensare che oggi lo chiamano “vintage”! ;)

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