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Beth Ditto strizzata in un Herve Leger

Che Beth Ditto, cantante dei Gossip, non facesse mistero del suo sovrappeso lo sapevamo bene, che arrivasse però ad indossare un Herve Leger, marchio noto al mondo della moda per gli abiti ultra stretch capaci anche di esaltare le forme del fuscello più sottile, non se lo aspettava (o augurava) nessuno.

Ho sempre apprezzato Beth Ditto, anche nei suoi scatti dove posa “come madre natura l’ha fatta”, però arrivare ad indossare un abito fascinate con il risultato di una camicia contenitiva che rischia l’esplosione, mi sembra sia più ridicolo che altro. Da idolo delle donne oversize adesso sembra essere passata a simbolo del cattivo gusto. Prima di lei avevano egregiamente sfoggiato gli abiti bondage del marchio Rachel Bilson, Cheryl Cole e Kate Winslet.

Autore: Sonia Grispo

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Nessun commento a “Beth Ditto strizzata in un Herve Leger”

  • blair scrive:

    io credo che di buon gusto non lo sia mai stata…
    nell’apparenza dico, che poi per tutto il resto l’apprezzo anchio.. e con cattivo gusto non mi riferisco al suo sovrappeso, ma soprattutto alla poca igiene che ha, e la sbandiera a i 4venti… dice che fa parte del suo stile punk…
    comunque resta sempre il fatto che ognuno della sua vita ne fa ciò che vuole, io sono la prima a non vivere di stereotipi ed avere la mente completamente libera e aperta… ma non posso vivere senza la doccia ed il deodorante, al contario di beth…

  • trendandthecity scrive:

    Questa dichiarazione sulla scarsa igiene me l’ero persa….sono d’accordo che la moda è moda e la si può interpretare come meglio si vuole, ma l’igiene ha una prospettiva sola.

  • barbiesuperstar scrive:

    A me non piace per niente…PER ME grasso non è bello..per niente, anzi è tanto brutto quanto lo sono le modelle scheletriche..entrabe veicolano un’ immagine non sana(nel troppo o nel troppo poco). Riguardo alla scelta della mise, mi si accappona la pelle. Ognuno è libero di vestirsi come vuole, ma alla decenza c’è un limite..

  • [...] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: Beth Ditto strizzata in un Herve Leger [...]

  • Privalia scrive:

    Nonnostante il sovrappeso, credo siano degli abiti più adatti per lei che la faranno diventare più bella, in questo caso non mi sembra proprio una brava scelta…

    un bacio,
    Privalia

  • applepie scrive:

    Ma nessuna si è chiesta come se l’è fatto entrare?

  • trendandthecity scrive:

    Ahahah ApplePie non ci avevo pensato…

  • E scrive:

    la cosa che più di tutte mi perplime è: possibile che Herve Leger produca abiti simili in taglie adatte alla Ditto che sarà, a occhio e croce, una 50?
    Da un lato trovo confortante il fatto che alcuni stilisti non si limitino a produrre solo fino alla 44 (quando va bene!!) ma dall’altro dubito di questa cosa…penso piuttosto che sia stato fatto fare apposta per lei, per far parlare…soprattutto del marchio. In fondo è pur sempre pubblicità, anche se non so quanto buona possa essere! Ma come si dice, l’mportante è che se ne parli!

  • trendandthecity scrive:

    Ma si E hai ragione, in effetti ho pensato la stessa cosa e c’è da dire poi che difficilmente le celebrità acquistano di propria tasca gli abiti. Come dicevi trovare un Herve Leger in quella taglia poi mi sembra assurdo, deduco quindi che il marchio abbia prodotto appositamente per lei l’abito, non sono tanto sicura che però abbia ottenuto l’effetto desiderato. Di parlarne se n’è parlato, ma quante donne adesso vorranno rivedersi nei panni della Ditto? non è forse l’effetto di un bell’abito ad invitarci ad acquistarlo?

  • Giusy scrive:

    Credo che alla fine anche lei abbia diritto ad un abito firmato, no?anche se il risultato non è perfetto,la Ditto è serena e convinta del suo aspetto fisico e questa forse è la cosa più importante al di là dell’apparenza.

  • [...] Troppo di tutto e non si parla di peso: maglia con maniche a sbuffo e ruches frontali, obi belt sotto il seno con effetto strizzante, orecchini pendenti e stringate spuntate ad effetto cotechino. Un sovvraccarico del genere avrebbe già abbrutito qualsiasi attrice, ma nel caso della Nikki Blonsky l’effetto è ancor più evidente. Non serve nascondersi sotto un kaftano per celare i chili di troppo, ma l’effetto opposto risulta piuttosto sgradevole, Beth Ditto insegna. [...]

  • [...] e non tenere conto del buon gusto (ricordiamo l’apparizione della Ditto in uno strizzatissimo Herve Leger), ridicolizzando le giovani sovrappeso. Adesso che la collezione è disponibile sul sito, e consta [...]

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